I due cappelli del doganiere moldavo...

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I due cappelli del doganiere moldavo...

Messaggioda Alfredo Ferrari » 20 ottobre 2014, 9:48

La piccola Repubblica Moldova e’ senz’altro un paese dalle mille contraddizioni a cominciare dalla sua eterogenea composizione etnica frutto, sopratutto, degli oltre 70 anni di forzata appartenza all’URSS.

In Moldova (o geograficamente detta Moldavia) vivono e convivono moldavi rumenofoni (il rumeno e’ la lingua ufficiale del paese), moldavi russofoni, russi etnici, ucraini, gagauzi (turchi cristianizzati che popolano il sud del paese) e una discreta minoranza Rom stabilita prevalentemente nelle regioni del nord.

Proprio questa societa’ formata da cosi’ diversi gruppi etnici, sotto certi aspetti anche solo linguistici, e’ motivo di schieramento e spaccatura politica tra est o ovest, ossia tra la volonta’ europeista del principale gruppo etnico/linguistico dei moldavi rumenofoni affiancati dagli ucraini e dall’altra parte i russi etnici con l’appoggio dei gagauzi schierati totalmente con la Russia di Putin.

Da sempre questa terra e’ stata uno spartiacque tra oriente ed occidente e proprio quest’anno con la firma del Trattato di Associazione (attenzione, NON adesione) e di Libero Scambio con l’Unione Europea ha portato il baricentro del paese notevolmente verso ovest, cosa che ovviamente non e’ gradita a Mosca che con la propaganda a tambur battente dei suoi media, ritrasmessi via cavo in Moldova, tenta di dire la sua sopratutto in vista delle prossime elezioni politiche del 30 novembre in cui si potra’ avere un quadro generale e preciso della volonta’ popolare in merito appunto a queste scelte governative.

Non dimentiamo che anche i partiti politici sono spesso l’espressione etnica della popolazione di questo paese iniziando dal Partito Comunista che seppur all’opposizione rappresenta ancora il partito piu’ votato proprio dai moldavi russofoni, dai russi etnici e dagli anziani nostalgici del pane a 17 kopechi.

Dall’altra parte ci sono invece i partiti della coalizione di governo (Liberaldemocratici, Democratici & Liberali) che ovviamente ricevono i consensi di quasi tutto l’elettorato dei moldavi rumenofoni e sopratutto dei giovani che vedono nell’Europa la via d’uscita definitiva da un “ancien regime” di illegalità e corruzione e il definitivo ingresso del paese nel mondo moderno e progredito.

Rimane comunque il fatto che oltre a queste divisioni il paese e’ “de facto” diviso visto che la sua regione orientale della Transnistria separatista rappresenta un decimo del suo territorio controllato a distanza (ma non troppo) da Mosca fin dal 1992 che ne ha creato un’enclave strategica come per dire e minacciare che “noi ci siamo e vi osserviamo!”.

Putin ha piu’ volte annunciato che in qualsiasi momento potrebbe riconoscere l’indipendenza transnistriana per poi andare a referendum come in Crimea ed annetterla definitivamente alla Russia, ma cio non e’ stato fatto e credo che neanche lo sara’ perche’ se la Crimea e’ popolata quasi in totalita’ da russi la Transnistria ha nei moldavi il suo principale gruppo etnico (seguito dagli ucraini) che mai accetterebbero una simile sorte.

Certo e’ che la situazione e’ parecchio complessa e nonostante i vari incontri bilaterali tra i rappresentanti moldavi e quelli transnistriani, organizzati sotto l’egida dell’OSCE, non hanno finora portato a grandi risultati eccezion fatta per il notevole miglioramento delle facilitazioni per il libero movimento delle persone tra le due sponde del fiume Nistru.

Parecchi anni fa da queste parti girava la storiella del “doganiere moldavo” che a seconda dell’avvicinamento delle truppe a cavallo, una volta del Reale Esercito Rumeno e l’altra delle truppe Zariste, usava indossare un cappello con lo stemma diverso.
Ecco forse anche oggi la politica del “doppio cappello” potrebbe giovare alla Moldova, il problema pero’ e che le due parti che vorrebbero “sedurla” sanno dell’esistenza del “secondo cappello” e minacciano di non usarlo…
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