Unione sì, unione no

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Unione sì, unione no

Messaggioda nikita » 2 aprile 2017, 5:46

Domenica scorsa hanno festeggiato qui in Moldova il 99° Anniversario della fondazione della Romania Mare, la Grande Romania. Il 27 Marzo di novantanove anni fa la Bessarabia, l'attuale territorio della Moldova, si unì con la “tzara mama”, la Romania. Un gruppo di giovani moldavi, qualche centinaio dicono le cronache, approfittando della mite giornata festiva hanno sventolato con orgoglio la bandiera romena. Veramente la data da festeggiare era il 27 Marzo, un lunedì, evidentemente quei giovani avevamo altri impegni. So di toccare un nervo scoperto con questo mio articolo, ma vorrei commentare a modo mio questo evento, un parere espresso da chi non è coinvolto nelle querelle delle appartenenze etniche ci può anche stare. Se qualcuno se ne avrà a male, beh, confesso che non si è fatto apposta.
Il problema della unione con la Romania seguita a turbare le notti di alcuni qui in Moldova, sono i cosiddetti “unionisti”, il 20% della popolazione secondo i sondaggi. Gli “unionisti”, fra questi si annoverano deputati ed ex Presidenti della Repubblica, hanno nel loro programma elettorale l'unione con i cugini romeni. Questi “moldavi per caso” che siedono su scranni prestigiosi se ne fregano allegramente della Costituzione in vigore nel loro paese dove si legge al Titolo Primo che la Repubblica di Moldova è un paese sovrano e indipendente! Costituzione alla quale questi signori hanno giurato fedeltà. Nelle ultime elezioni presidenziali il candidato unionista ha avuto il 1,80 % dei suffragi. Hanno votato per lui i suoi parenti stretti e qualche amico.
Ci sono regioni e città dove della unione con la Romania proprio non ne vogliono proprio sentir parlare, per non parlare del caso doloroso della Trasnistria. Alle ultime elezioni presidenziali, tanto per citare fatti e non chiacchiere, ha vinto chi guarda verso la Russia per risolvere i problemi del paese e non verso la Romania. Molte città medio grandi del paese sono amministrate da sindaci apertamente pro-Russia. Per non parlare dei cittadini della Gagauzia, regione autonoma turcofona, che vedono l'unione con la Romania come una iattura.
Ma i politici e storici di oltre Prut non demordono, coadiuvati manco a dirlo da quelli moldavi, si adoperano ogni giorno con conferenze e manifestazioni per ribadire che la Moldova come stato indipendente non esiste ma è una regione storica della Romania. Se acccendi la TV moldava, un giorno sì e l'altro pure, si dibatte come fare per riunire la povera e martoriata Moldova alla Romania incuranti della opinione della gran parte dei moldavi che vede tale eventualità come una sciagura. Storici, giornalisti, scrittori, la “creme de la creme”della cultura moldava, ha ormai delegato ai loro colleghi romeni il futuro dei loro connazionali. Come voler dire “noi in tanti anni non siamo stati capaci di governare un piccolo paese come la Moldova, ci arrendiamo, ora è bene che ci pensate voi cari cugini”.
Molti moldavi che si trovano all'estero per motivi di lavoro, stanchi di rispondere alla solita domanda...”ma dove si trova la Moldova?”, per tagliar corto, dicono di essere romeni. Lo dicono non proprio per un afflato patriottico ma perchè in Italia e in Europa tutti sanno molto bene dove si trova la Romania.
La telenovela “Unione sì, unione no” ci riserverà molte altre puntate, questo è sicuro. Durerà fino a quando non si organizzerà un referendum per sapere una volta per tutte l'opinione dei cittadini moldavi al riguardo.
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