Un pò di serenità

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Un pò di serenità

Messaggioda nikita » 12 settembre 2014, 12:02

“...Chisinau, la capitale della Moldavia, il più derelitto paese europeo, un residuato dell'impero sovietico dove l'economia non supera gli standard di quella del Sudan. In quella miseropoli dimenticata, famosa solo per i traffici d'auto rubate e le ragazze destinate ai mercati della prostituzione... “
Così scriveva Gian Micalessin, prestigioso giornalista de “Il Giornale”. Il giornalista italiano racchiudeva in queste poche righe giudizi e pregiudizi su un paese che, probabilmente, non aveva mai visitato. L'opinione del Micalessin non era poi così solitaria, era ed è il giudizio condiviso da molti osservatori occidentali.
Dieci anni fa in Italia nessuno conosceva la Moldova, nessuno ne parlava e nessuno la cercava sulla cartina geografica. Era il paese che non c'è! Solo da qualche anno i giornali italiani e stranieri hanno cominciato sporadicamente a interessarsi delle vicende moldave, da quando il paese ha intrapreso il lungo cammino di integrazione europea. I pochi giornalisti e osservatori stranieri che visitano oggi il paese se ne tornano a casa con il vivo ricordo delle gambe di qualche avvenente moldava e le bottiglie impolverate delle cantine di Cricova. I loro reportage traboccano di verbi al futuro e avverbi di dubbio come “forse”, “chissà”, “probabilmente”.
Neanche la stampa moldava ci va tanto leggera sulla situazione attuale del paese, sul Jurnal di ieri:
“...Suntem cei mai săraci din Europa. Experţii economici cred că Moldova a ajuns în această situaţie din cauza corupţiei, care îi ţine departe pe eventualii investitori...”
Traduco alla meglio:
“...Siamo il paese più povero d'Europa. Gli esperti economici credono che la Moldova si trova in questa situazione a causa della corruzione ed è per questo motivo che gli investitori stranieri si mantengono alla larga...”
In questo contesto di diffuso pessimismo come si inserisce nella discussione questo blog?
Non drammatizzando i toni, senza esagerare nella retorica catastrofista, cercando di affrontare i tanti problemi che affliggono il paese da un nuovo punto di vista, puntando sulla satira di costume, cogliendo l'aspetto ironico di certe situazioni senza sconfinare nel dileggio, nell'irrisione. Un obiettivo difficile da raggiungere ma non impossibile.
Un mio caro amico italiano che vive in Moldova da alcuni anni mi ha detto un giorno che i moldavi sono un popolo triste, si abbandonano spesso all'autocommiserazione e al vittimismo e non sono propensi all'autoironia, al ridere di se stessi.
Charlie Chaplin diceva che un giorno senza ridere è un giorno sprecato.
Con i miei articoli su questo sito spero di regalare un sorriso. Un sorriso, non una risata. Il sorriso è una manifestazione di serenità.
Vorrei regalare ai moldavi che leggono queste mie note un po' di serenità.
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