Un monumento alla donna moldava

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Un monumento alla donna moldava

Messaggioda nikita » 1 dicembre 2014, 8:23

Eravamo seduti a un bar nel nostro quartiere non molti giorni fa. Ci riscaldavamo agli ultimi raggi di sole prima del lungo inverno. Vediamo passare Irina (nome di comodo), una donna che abita nel nostro condominio ma che vive e lavora in Italia da più di dieci anni
- Irina vieni a prenderti un caffè con noi.
Lei si schernisce un po’ e accetta il nostro invito. Viene in Moldova di tanto in tanto a trovare il marito, i suoi due figli vivono con lei in Italia. Il marito è tornato in Moldova da qualche anno, non si è adattato a vivere in un paese straniero.
Si siede con noi, ordina un cappuccino. Parliamo del più e del meno. Inevitabilmente la conversazione va a finire nella vita che conduce in Italia, sulla nostalgia e quanto gli manca il suo paese. Io, sempre curioso, le chiedo di raccontarmi le sue vicissitudini quando dieci anni prima decise di partire. Lei cominciò a raccontarmi della sua situazione economica precaria dell’epoca, il marito senza lavoro, due figli piccoli da crescere, la dolorosa decisione di partire. I soldi presi a prestito da dare ad una organizzazione di trafficanti, il viaggio durato una settimana attraversando paesi stranieri: l’Ucraina, la Polonia, la Germania, l’Austria ed infine l’Italia. Aveva le lacrime agli occhi nel ricordare le sofferenze, i patimenti, I fiumi e i boschi attraversati nottetempo con la paura di essere scoperti, le notti trascorse in stanze ammassati gli uni sugli altri con gli occhi spalancati nel buio, l’incertezza del domani in un paese straniero.
Soffriva visibilmente Irina, calde lacrime scorrevano sulle sue guance al solo ricordare quelle vicende. A un certo punto ho cambiato discorso, non me la sono sentita di proseguire oltre. Soffrivamo anche noi con lei. Ho indugiato a lungo se pubblicare o no questo articolo. Ho epurato il suo racconto dei passaggi più dolorosi, Irina mia ha promesso che un giorno scriverà la sua storia per farmela pubblicare.
Quante Irine ci sono in Moldova? Tante, centinaia di migliaia. Troppe. Quando finirà questa tragedia? Quando queste donne potranno tornare nel proprio paese per vivere in pace con la famiglia?
Le donne moldave dovrebbero avere un citazione d’onore nella storia della Moldova moderna e erigere a loro un monumento da affiancare a quello dell’eroe moldavo per antonomasia sulla grande piazza: il grande Stefan Cel Mare, strenuo difensore della cristianità nella lotta contro gli ottomani, colui che sconfisse i turchi nella battaglia di Vaslui.
Sarebbe bello vedere due statue affiancate in quel largo spiazzo pieno di fiori: una dell’eroe della guerra di liberazione contro i turchi e l’altra alla donna moldava migrante, l’eroina moderna della guerra di liberazione dalla povertà.
Sono convinto che “l’atleta di Cristo”, così chiamato da un papa il grande eroe, dall’alto del suo piedistallo, annuirebbe soddisfatto per “l’intrusione”, avrebbe sicuramente gradito la presenza accanto a lui di un soggetto che aveva fatto tanto per il suo paese. Tanto quanto lui. Senza sguainare la spada, ma con il sacrificio, l’abnegazione, il desiderio di dare un futuro migliore ai i figli.
Io ho avuto la buona sorte di sposarne una di queste donne straordinarie.
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Re: Un monumento alla donna moldava

Messaggioda taca rodica » 4 marzo 2015, 15:53

:) bravissimo....e realta...
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