Solfuro di allile

Moderatore: Nikita

Solfuro di allile

Messaggioda nikita » 30 ottobre 2016, 6:03

Un tale, di cui non riveliamo il nome e nemmeno la provenienza, si svegliò di soprassalto, sentiva una forte puzza di gas. Controllò in cucina, tutto bene, la fuga di gas non proveniva da lì. Sentiva però sempre un odore sgradevole e non capiva da dove provenisse. Stava pensando il da farsi quando sentì sua moglie dalla camera da letto:

– Cosa succede?

– Sento una forte puzza di gas, sto pensando di telefonare ai pompieri.


– Non telefonare…sono io… ieri sera mi sono fatta una dose di aglio – disse lei con voce piagnucolante. Ci risiamo pensò lui, doveva immaginarlo, da giorni sua moglie era intrattabile, nervosa, si agitava per un non nulla, aveva brividi improvvisi, erano i chiari sintomi di una crisi d’astinenza. Da diversi giorni non assumeva una dose di aglio. Lei sapeva che il marito non sopportava quell’odore e lottava strenuamente contro la sua dipendenza. Evidentemente non aveva resistito, quella sera aveva avuto una ricaduta.
La dipendenza dall’aglio di lei era un problema che assillava da tempo la famiglia, l’anno precedente si era ricoverata presso un centro di recupero per agliodipendenti: comunità diffuse in tutto il paese che aiutano a uscire dal gorgo della dipendenza con la somministrazione controllata di aglio depotenziato tenuto in infusione in acqua per giorni. Dopo un mese di cure si era disintossicata. Purtroppo ebbe una ricaduta quando fu invitata da un’amica, anch’essa agliodipendente, per una festa di compleanno.
Il nostro amico intuiva che il giorno prima la moglie era andata dal suo pusher che gestiva una banco di frutta e verdura in un mercatino vicino casa, si rivolgeva sempre a lui quando aveva bisogno di una dose. Un mazzetto di aglio fresco costava pochi centesimi. Pare che lo spacciatore faccesse parte di una vasta organizzazione di trafficanti d’aglio fondata e gestita da un tale il cui nome è avvolto nel mistero. Questo signore è il Pablo Escobar dell’ est Europa, è il boss incontrastato dell’organizzazione, plurimilionario si è arricchito coltivando ad aglio decine di ettari di terreno. Nel corso degli anni aveva messo su una vasta rete di spacciatori che operavano prevalentemente nei mercatini rionali.
Per assumere una dose la signora aspettava la sera quando il marito si coricava, si nascondeva, si vergognava di farsi vedere in quello stato. La poverina si chiudeva in cucina nella semioscurità e si preparava una insalata di pomodori con abbondante aglio crudo. L’aglio così ingerito entrava in circolo e dopo la digestione rilasciava a poco a poco, atraverso l’alito e il sudore, il suo odore devastante. D’inverno invece, in mancanza di quello fresco, lei ingurgitava aglio a spicchi, puro, senza aggiunta di altre sostanze e l’effetto era immediatamente percepibile. Al povero marito non restava altro che arieggiare l’appartamento e aspettare pazientamente che l’effetto si esaurisse. Necessitano almeno un paio di giorni affinchè l’odore del solfuro di allile, così si chiama la sostanza che crea dipendenza, si attenui.
Sono molte le famiglie che purtroppo vivono il dramma della dipendenza da aglio di lei o di lui, o di entrambi, ogni giorno si combatte una strenua lotta contro questo flagello.
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