Sindrome Italia

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Sindrome Italia

Messaggioda nikita » 27 maggio 2016, 5:17

Sono partite le donne moldave per risolvere i problemi delle famiglie italiane lasciando a casa i loro figli. Per fare le badanti o le colf, per prendersi cura dei nostri vecchi e dei nostri figli. Se ai tempi dell'emigrazione italiana all'estero erano soprattutto gli uomini a partire lasciando a casa mogli e figli, da almeno venti anni sono le donne in Moldova che decidono di andare a lavorare all'estero per sostenere le famiglie. Hanno salutato con le lacrime agli occhi i loro figli spinte dal bisogno e dalle privazioni, figli affidati ai padri, le nonne, le zie, i vicini di casa o addirittura a istituti per minori. “Orfani bianchi” li chiamano: secondo l'UNICEF sono almeno 100mila i bambini in Moldova che hanno almeno un genitore emigrato. In Romania 750mila.
I più colpiti dalla dolorosa emigrazione sono i figli, spesso la separazione dalla madre è stata troppo dolorosa, l’attesa troppo lunga da sopportare, molti di quei ragazzi finiscono per essere depressi, sviluppano dipendenza dalle droghe o dall'acool, o prendono la strada dell’illegalità. Una immane sofferenza quelle delle donne moldave costrette ad allontanarsi dai propri figli, sviluppano una vera e propria sindrome, una malattia, quella che i psicologi chiamano "Sindrome Italia". Dal 2005 nel gergo medico internazionale si usa la diagnosi "Sindrome Italia" per indicare una forma di depressione profonda, insidiosa, che mette a rischio la salute. "È una lacerazione occuparsi dei figli degli altri mentre il proprio bambino è a migliaia di chilometri di distanza" ripetono le mamme costrette a dare la buonanotte ai figli su skipe ogni sera. “La mamma ti vuole bene” con queste parole i bambini moldavi vanno a letto la sera, parole pronunciate da un computer da mamme sempre più virtuali.
Le moldave emigrate si ritrovano in case sconosciute a curare anziani malati, spesso in condizioni di isolamento, le vediamo guidare sotto braccio i nostri vecchi, accompagnarli negli ultimi anni della loro vita, occuparsi di quello di cui non vogliamo (o possiamo) più occuparci. Al loro ritorno in Moldova, spesso dopo anni, fanno fatica a reinserirsi in famiglia, a parlare con i figli per i quali si sono trasformate in asettici bancomat dispensatori di soldi e regali.
Una tragedia che dura ormai da troppi anni, uno sfaldamento progressivo della società moldava a causa delle troppe famiglie smembrate per raggiungere un benessere pagato a caro prezzo. In molti cominciano a chiedersi che tipo di cittadini saranno quei giovani cresciuti con i soldi facili inviati da mamma e papà emigrati.
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