Scuole a confronto

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Scuole a confronto

Messaggioda nikita » 25 agosto 2016, 5:51

Fra pochi giorni riapriranno le scuole in Moldova. E' stato lanciato il rituale grido d'allarme: gli alunni iscritti sono ogni anno di meno. La causa? Emigrazione di massa. Non solo gli insegnanti disposti a lavorare nella scuola sono sempre meno, quest'anno su 1252 cattedre a disposizione mancano 600 docenti e non si sa come reperirli. L'insegnamento non è certo un lavoro ambito da queste parti, le cattedre sono sempre più vuote. In pochi sono disposti a fare l'insegnante guadagnando un salario da fame. Conosco docenti che preferiscono fare le badanti in Italia che occupare una cattedra al liceo.
La scuola moldava al netto di salari ridicoli, mazzette e scarsi investimenti, occupa ancora un posto di prestigio nella società moldava, tutti nutrono un profondo rispetto per la scuola come istituzione. In Moldova, nonostante tutto, la scuola è ancora una cosa seria. Prova ne sia che i figli dei migranti moldavi in Italia sono fra i più preparati e seri.
Sono un ex insegnante in pensione, sono stato seduto in cattedra per 36 anni, posso parlare dell'argomento con cognizione di causa. Com'è ridotta la scuola in Italia nell'anno di grazia 2016? Una fabbrica di imbecilli. Di chi la colpa? Di tutti: insegnanti, alunni e genitori.
Insegnanti malpagati, sfiduciati, demotivati, costretti ad affrontare in mare aperto la corazzata dei disvalori, del meglio apparire che essere, con una barchetta che fa acqua da tutte le parti. In 36 anni di servizio nella scuola statale ho toccato con mano il declino inarrestabile dell'apparato scolastico, lo sfacelo progressivo che relegava la scuola in un luogo dove trascorrere qualche ora al mattino con amici invece di andare al bar a bere una birra. Vedevo i miei alunni fissare per ore il telefonino aspettando una telefonata che non arrivava mai, aspettavano ansiosi il suono della campana per tornarsene a casa ed accendere la TV per seguire i programmi spazzatura tanto di moda. A casa trovavano la mamma e la nonna, anche loro ansiose di sapere le vicende amorose del tronista di turno, che sbavavano davanti alla TV fino a sera per seguire le vicende del Grande Fratello: un branco di idioti sfaccendati e ignoranti che trasmettevano il non tanto recondito messaggio che è meglio avere un bel aspetto che essere colti e intelligenti. L'esame di maturità, una delle poche cose serie della nostra organizzazione scolastica, ridotta ad una burletta per risparmiare i soldi per i commissari, fino a qualche anno fa la commissione d'esame era formata da tutti insegnanti interni. Una barzelletta! Cosa può fare la scuola di fronte a questo devastante squallore? Nulla. La scuola si è arresa. Sforna imbecilli, vuoti a perdere, che finiranno nella discarica della società italiana.
I pochi ragazzi che studiano con profitto, autentiche mosche bianche, andranno ad ingrossare l'esercito dei “cervelli in fuga” per contribuire così allo sviluppo di altri paesi. In Italia poltrone di prestigio verranno occupate da un branco di cialtroni figli di papà del “meglio un paio di tette che una laurea” precipitando il paese in una crisi di valori e prospettive senza vie d'uscita.
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