Ricominciare (terza parte)

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Ricominciare (terza parte)

Messaggioda nikita » 31 ottobre 2013, 5:46

Svetlana propone di far visita ai suoi genitori che vivono in un villaggio poco lontano. Il mattino seguente si svegliano molto presto, salgono su un autobus sgangherato e partono. Dopo un avventuroso viaggio su strade sconnesse, giungono in un piccolo villaggio di casette tutte uguali, con le staccionate in legno, gli alberi da frutta nell’orto e le anatre che starnazzavano nell’aia.
La gioia dei genitori di Svetlana nell’abbracciare la figlia, i volti rigati di lacrime, il lungo abbraccio, dolci parole sussurrate, vezzeggiativi rivolti ad una bambina, la loro bambina.
Antonio se ne sta in disparte, osservava incuriosito la scena. Arriva il momento delle presentazioni:
- Questo è un amico italiano, Antonio.
- Ohoo...italiano! - esclamano in coro i genitori di Svetlana. Per loro è un fatto assolutamente straordinario, non avevavno mai conosciuto un italiano. Tre sonori baci sulle guance, i bicchieri che sbucano dal nulla per brindare. Antonio apprezza da subito la loro semplicità e cortesia, viene accolto con grande naturalezza da gente abituata a vivere con poco, quel poco che ora offrono con genuina spontaneità all’ospite.
Antonio trascorre due giorni indimenticabili, riassapora l’essenza della natura, della vita vissuta con semplicità, della vita scandita dal giorno e della notte. Si sveglia al canto del gallo, si lava in cortile e beve il latte di capra appena munto. Conosce tanta gente, i vicini ed i parenti, tutti vogliono conoscere lo straniero, “l'italiano”.
Come accadeva sempre in quei brevi soggiorni, il tempo passava in fretta. Troppo in fretta! Il calendario diventava un incubo, i giorni passavano veloci.
Tornano in città, arriva il giorno prima della partenza, i discorsi si fanno più tristi, l’inevitabile separazione condiziona quelle ultime ore, l’angoscia diventa insopportabile, lacera i loro cuori. Svetlana cerca di nascondere le lacrime, la sua mano stringe sempre di più quella di lui. Si aggrappa disperata al calore di quella mano. Presto sarebbe rimasta sola, ancora una volta sola. Antonio senti la mano di lei che stringe la sua, con gli occhi lucidi non osa guardarla. Camminano come due automi, la mente altrove. L’indomani il giorno della partenza.
Una ultima notte insieme, aggrappati l’uno all’altro. Una notte insonne aspettando l'alba.
L'aeroporto, minuti d’attesa, seduti su una panca, mani nelle mani, silenzio, il vuoto dentro. Il volto di lei rigato dalle lacrime, lui che sussurra parole rassicuranti:
- Tornerò presto, vedrai.
La voce dall’altoparlante rompe il silenzio, le mani si staccano riluttanti, lui si allontana, si gira a guardarla, un ultimo bacio sulla punta delle dita.
Così ancora per giorni, mesi, anni.
Fino a che, un giorno, la voce di lui al telefono:
- Oggi ho avuto il divorzio, possiamo sposarci finalmente!
Mesi di preparativi, una cerimonia semplice con pochi amici e parenti. La partenza per l'Italia, in tre, Antonio, Svetlana e Ludmilla.
Ricominciare una nuova vita.

Fine
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