Ricominciare (seconda parte)

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Ricominciare (seconda parte)

Messaggioda nikita » 11 ottobre 2013, 7:42

Sono passati diversi mesi dal primo incontro, Antonio e Svetlana si incontrano di tanto in tanto, quando il lavoro di lui lo permette. La distanza, le frontiere, non scoraggiano certo i due, anzi, il loro legame si salda ogni giorno di più. Le loro esistenze hanno subito un brusco cambiamento, Antonio, che fino a pochi mesi prima lottava solo e sfiduciato per avere il divorzio dalla moglie italiana, ora non era più solo. Svetlana attendeva paziente che Antonio la venisse a trovare, per stare insieme anche solo pochi giorni.
Come tante altre volte, ritroviamo Antonio con il cuore colmo di felicità seduto sull’aereo che lo porterà a Chisinau. Guarda impaziente il paesaggio che scorre dagli oblò, avverte con un sobbalzo le ruote che toccano la pista. Scende in fretta la scaletta e si mette in fila per i controlli burocratici con il cuore gonfio di gioia. Presto stringerà Svetlana tra sue braccia. Lei, tra la folla scruta in punta di piedi il defluire dei viaggiatori, cercando il volto familiare di lui. Come il primo incontro, l’abbraccio, le bocche che si cercano.
La corsa in taxi verso il centro, avvinghiati sul sedile posteriore, le parole che corrono veloci. Il solito appartamento in centro, lo spumante in frigo, seduti in cucina a parlare. Un rituale che si ripete. Parlano, parlano, le domande sono tante. Ogni volta che si incontrano devono ricominciare tutto da capo, i mesi di lontananza li costringe sempre a riprendere il filo di un discorso interrotto.
Rimangono lì, seduti a parlare in cucina, due persone assetate d’amore che puntano l’ultima fiches sul numero che sperano sia quello vincente, provati e delusi da unioni sbagliate. Vogliono credere con tutte le loro forze di aver trovato la persona giusta per progettare insieme il futuro.
I due parlano di tutto, incuranti del tempo che passa, cercando di colmare il vuoto dei mesi di lontananza. Antonio ascolta rapito i racconti di Svetlana, cerca di capire il suo mondo tanto diverso dal suo, osserva il suo modo pacato e gentile di parlare, la sua voce gli infonde una pace mai conosciuta prima.
Svetlana ascolta attenta i discorsi di lui, osserva i suoi occhi scuri, ammira divertita il suo gesticolare, segue non con qualche difficoltà quelle parole in una lingua semisconosciuta, pende letteralmente dalle sue labbra. Quelle labbra tanto desiderate.
Si osservano, si studiano, ognuno cerca nell’altro qualcosa da conservare nel cuore nei lunghi periodi di lontananza, un segreto da custodire gelosamente.
Vivono giornate felici e spensierate i due amanti, incuranti della pioggia o del sole, vivono senza pensare a niente. Percorrono le stesse strade, passeggiano mano nella mano negli stessi giardini, si siedono ogni giorno a bere il caffè nello stesso bar, ma nessuno dei due se ne cura. Sono troppo felici insieme per accorgersene, il mondo non esiste: solo loro due e nient'altro. Vivono come due sopravvissuti su di un’isola deserta, per una settimana chiuderanno fuori il mondo e butteranno via la chiave.
Antonio, in quei brevi soggiorni moldavi, si affida volentieri a lei, si lascia condurre per mano in quella città dove tutto gli appare strano e diverso, dove ogni giorno scopre qualcosa di nuovo. Per strada o nei locali, osserva la gente, guarda incuriosito quel mondo sconosciuto. Si affida docile e remissivo nelle sue mani, provando una pace interiore mai avvertita prima.
Lei, Svetlana, accetta di buon grado il compito. Vuole Antonio tutto per se, vuole che in quei pochi giorni Antonio sia suo, soltanto suo e di nessun altro.

Fine seconda parte
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