Refrigerio e colibatteri

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Refrigerio e colibatteri

Messaggioda nikita » 27 luglio 2016, 5:07

Qui a Chisinau fa caldo, si raggiungono temperature caraibiche. Le piscine e i laghetti artificiali sono affollati di moldavi alla ricerca di un po’ di refrigerio. Visti i prezzi esorbitanti delle piscine, per le famiglie le uniche alternative praticabili sono le “spiaggie”approntate ai bordi dei laghi o, in alternativa, la gita a Vadul lui Voda sul fiume Nistru. La Moldova, com’è a tutti noto, non ha sbocchi al mare e i moldavi hanno dovuto fare di necessità virtù: ricavare in luoghi improbabili delle “spiagge” per poter cercare refrigerio nelle afose giornate estive. Ogni anno l’Ufficio d’Igiene effettua le analisi in tutti i laghetti che circondano la capitale e il risultato è sempre lo stesso: acque non balneabili per la presenza di colibatteri fecali. Tradotto dal linguaggio burocratico: “Acqua non balneabile per la presenza di…rifiuti organici!”. Infatti in tutti queste località si trovano cartelli che vietano alla gente di bagnarsi. Cartelli che non spaventano nessuno perché famiglie intere si immergono allegramente fregandosene dei colibatteri.
Vadul lui Voda è un ameno villaggio sulle rive del fiume Nistru, un tempo la meta preferita dei notabili di partito della vecchia URSS, oggi piena di “tabare” (ostelli) per bambini e baracche che vendono birra e souvenir. La spiaggia è una striscia di terra di pochi metri strappata al fiume che di tanto in tanto si riprende con alluvioni catastrofiche, un lembo di terra dove qualcuno ha pensato bene di metterci della sabbia. Sabbia, insomma, si fa per dire, in realtà si tratta di materiale di difficile classificazione che sta fra la pietrisco e il fango.
Alle prime luci dell’alba delle calde giornate estive, migliaia di moldavi prendono d’assalto la spiaggia per accaparrarsi i posti migliori, quelli a pochi metri dal fiume, stendono candidi asciugamani sul fango scuro e si sdraiano al sole per prendere la famosa tintarella che non è quella mediterranea, tanto per intenderci, ma è di un colore grigio scuro dovuto più che altro a sostanze non tutte note che inquinano il fiume da decenni. I bagnanti più coraggiosi, sfidando la sorte e con totale sprezzo del pericolo, arrivano persino a bagnarsi immergendosi nel liquido scuro che scorre d’avanti a loro, un liquido di un colore strano che alcuni ottimisti a oltranza arrivano a chiamare persino… acqua. Come tutti sanno il Nistru è uno dei fiumi più inquinati d’Europa, nelle sue placide acque scorre di tutto, dai scarichi fognari, ai residui di lavorazioni industriali, fino alle varie verdure per preparasi il famoso minestrone moldavo.
I ritardatari che non trovano posto sulla spiaggia si arrangiano fra i canneti che abbondano sulle sue aride sponde; per questo i bagnanti sono tutti dotati di machete per tagliare le lunghe canne e ricavarsi così un metro quadro dove poter stendere il candido lenzuolo. Chi si annoia stando in spiaggia, può scegliere di fare con pochi lei una gita in battello che altro non è che la barca che usava Stefan Cel Mare per attraversare il Nistru che sta a galla per scommessa. Il proprietario del natante, ogni volta che parte per un escursione, scommetta con l’Onnipotente che riuscirà a tornare indietro senza affondare e trascinare a fondo decine di gitanti.
Alla fine della giornata, i “superstiti”, quelli che si sono affrancati da qualche infezione e sono riusciti a vincere la battaglia contro i colibatteri fecali, ritornano felici e contenti in città con l’insano proposito di sfidare la sorte la settimana successiva.
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