Rabbia e nostalgia

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Rabbia e nostalgia

Messaggioda nikita » 5 giugno 2016, 6:52

Secondo la BBC, prestigiosa testata giornalistica televisiva inglese, ogni giorno 109 moldavi lasciano il paese per cercare fortuna all'estero. Sempre secondo gli inglesi, la Moldova è il primo paese al mondo dove è più alta la diminuzione demografica dei suoi abitanti causa emigrazione. E' l'ennesimo primato messo in risalto dalla stampa estera! I media stranieri si occupano raramente della Moldova, quando lo fanno è per mettere in risalto primati negativi, vedi ad esempio il consumo di alcol pro capite dei suoi abitanti. La BBC ha messo in risalto un altro dato poco confortante: l'aspettativa di vita dei moldavi è di 69 anni, in Moldova ogni giorno ci sono più decessi che nascite.
L'80% della popolazione abile al lavoro della Moldova sogna di partire, lasciare il paese, non importa dove, ogni paese è buono, dai paesi europei a quelli lontani come il Canada. I moldavi sognano di partire perchè ormai delusi, amareggiati per quello che sta avvenendo nel loro paese: la corruzione dilagante, le ruberie dei politici, la scarsità dei posti di lavoro, i salari da fame. Non ultima l'assistenza sanitaria costosa e corrotta.
Emigrarono i moldavi a cominciare dagli 90 quando presero coscenza che la classe politica allora al potere non avrebbe risolto i problemi del passaggio dall'economia pianificata a quella capitalistica, quando si resero conto che un pugno di approfittatori stavano depredando le poche strutture produttive fregandosene della necessità della povera gente. A tutto questo va aggiunto che negli anni 90 milioni di persone si ritrovarono senza un soldo per il passaggio truffaldino dal rublo al leu, in una notte tutti persero i risparmi di una vita, ad eccezione pochi furbi che sapevano in anticipo della manovra. Cominciò così la grande, dolorosa emigrazione per affrancarsi dalla povertà verso la Russia e verso l'Europa con l'amara prospettiva della clandestinità in un paese sconosciuto. Organizzazioni criminali in cambio di denaro trasportarono migliaia e miliaia di migranti verso paesi europei attraversando di nascosto nottetempo frontiere con il serio pericolo di finire in prigione o affogare in qualche torrente in piena inseguiti dai cani.
I primi a intraprendere questi viaggi avventurosi furono in maggioranza donne e poveri contadini dei villaggi, i più colpiti dal crollo dell'URSS con la chiusura delle fabbriche e kolkoz, si ritrovarono senza lavoro dall'oggi al domani senza nessuna prospettiva, non restava altra scelta che partire e sperare in “Domnezeu”.
In Italia, secondo i sondaggi più accreditati, ci sono circa 200mila moldavi, in maggioranza donne, alcune hanno lasciato la Moldova da più di quindici anni e non intravedono all'orizzonte, vista la situazione, una pur minima possibilità di tornare. Nel corso degli anni sono state raggiunte dai figli o hanno formato una nuova famiglia ed ora vivono in un limbo fatto di rabbia e nostalgia: due sentimenti contrastanti difficili da gestire.
In fondo quello della BBC non è uno scoop, da anni si parla in Moldova di questo disastro demografico, della situazione allarmante delle scuole che chiudono per mancanza di allievi, delle case abbandonate dei villaggi ricoperte da erbacce, dei furgoni che partono ogni giorno pieni di disperati. Il pericolo concreto è che fra qualche decennio, seguitando questo esodo massiccio, quando la Moldova entrerà finalmente nel novero dei paesi UE, chi avrà la ventura di tornare troverà un paese popolato da fantasmi.
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