Quando il pane costava 16 copeki

Moderatore: Nikita

Quando il pane costava 16 copeki

Messaggioda nikita » 21 novembre 2013, 16:41

Secondo le ultime statistiche ufficiali, il partito dell'ex Presidente Voronin ha un gradimento del 39% dell’elettorato moldavo. Risulterebbe, se si votasse in questi giorni, di gran lunga il partito più votato in Moldova. Questo dicono le statistiche riportate da tutti i mezzi d’informazione.
Ma se leggi i vari commenti che appaiono giornalmente sui siti Internet, Voronin appare come il personaggio politico più odiato in Moldova. Una evidente contraddizione!
La spiegazione è da ricercare, a mio modesto parere, nella “peculiarità” del paese Moldova, in una situazione difficilmente riscontrabile in altri paesi: nell’alta percentuali di moldavi costretti ad emigrare per la congiuntura economica fortemente negativa.
E’ notorio che buona parte della forza lavoro in giovane età è emigrata all’estero, ed i giovani, com’è naturale che sia, rappresentano la parte progressista e innovativa della società. Come si usa dire in Moldova, una parte consistente dell’elettorato giovane vota, ahimè… con le gambe o sale sugli autobus che partono giornalmente per la Spagna o Italia. Anche questo è un modo per esprimere…il voto!
Ogni quattro anni, al momento di andare a votare, mancando nel paese la componente giovane e progressista, esprimono il loro voto solo quelli che restano nel paese perché troppo vecchi per emigrare, gli over 50 per intenderci.
Da decenni ormai, la Moldova si va spopolando, nel paese restano solo vecchi e bambini, i bambini non votano, ma i vecchi si, eccome se votano, votano tutti allineati e compatti per il vecchio e rassicurante Partito Comunista!
Questi vecchi nostalgici ricordano ancora quando un pane costava 16 copechi, quando il partito sovietico si occupava di tutto ed i rubli del salario bastavano per tutte le necessità; si ricordano ancora quando la sera andavano a dormire tranquilli perché il “Partito” vegliava su di loro ed il mattino seguente si svegliavano sicuri che nulla poteva insidiare la loro pace e tranquillità.
Questi vecchi nostalgici si recano a votare con lo sguardo rivolto all’indietro, cercano di esorcizzare così l’amara realtà dei 500 lei di pensione, nostalgici di un’era morta e sepolta dalla storia. Affidano costoro il loro incerto e breve futuro ad una magica parola inserita in maniera truffaldina nella scheda elettorale…”COMUNISTA”, un’ inganno perpetrato a loro danno, una parola ormai senza significato, usata ed abusata per carpire il loro contributo elettorale, azione tanto più ignobile perché rivolta a poveri vecchi ormai stanchi, delusi, abbandonati.
Per un paradosso della storia, questi vegliardi decidono con il loro voto le sorti dell’intero paese, una involontaria rivincita nei confronti di coloro che li hanno abbandonati, un’amara vendetta perpetrata nei confronti dei loro figli e nipoti.
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