Paradossi moldavi

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Paradossi moldavi

Messaggioda nikita » 18 febbraio 2016, 7:38

Quando sette anni fa decisi di trasferirmi in Moldova, uno dei tanti punti presi in esame per indurmi a prendere l'importante decisione, non il solo s'intende, fu la mancanza totale nelle città moldave del traffico caotico e dello stress da ingorgo che rovina le esistenze degli abitanti delle città occidentali. Solo chi vive in una piccola-media città italiana può capirmi! Ero davvero stufo di sprecare la mia vita a girare in tondo sotto casa per trovare un parcheggio.
Dieci anni fa decidemmo di comprare un'auto di seconda mano per muoverci agevolmente visto che trascorrevo in Moldova gran parte delle mie ferie estive e invernali. Girare in auto in città era un vero piacere: traffico quasi inesistente, parcheggi a iosa. Un paradiso per chi veniva dagli ingorghi italiani! Circolavano poche auto all'epoca: Moskvic, Lada e molti camion Kamaz di fabbricazione sovietica. Poca roba insomma. Potevo guidare con le mani in tasca! In centro città mi sceglievo il posto dove parcheggiare, anzi a volte ero preoccupato, avevo paura di eventuali furti visto i luoghi troppo solitari. Le ore trascorse a girare sotto casa mentre le pasta e ceci servita in tavola si freddava ormai un lontano ricordo. Poi, a poco a poco, tutto cambiò.
Le centinaia di miglia di moldavi che lavoravano all'estero, con i primi soldini risparmiati frutto di lacrime e sangue, comprarono l'auto per i parenti rimasti in patria. Il numero delle auto circolanti in Moldova cominciò ad aumentare in maniera esponenziale, nel giro di pochissimi anni apparvero sulle strade moldave un numero sempre crescente di auto, tutte o quasi di gran lusso: Mercedes, Bmw, Toyota, Porsche, Land Rover. Delle cosiddette utilitarie tanto diffuse in paesi arretrati come l'Italia nemmeno l'ombra! Paradossalmente i moldavi lanciarono al mondo intero il seguente messaggio:” Poveri sì, costretti a emigrare per vivere dignitosamente va bene, ma l'auto ce la compriamo di lusso”. E' uno dei tipici e inspiegabili paradossi moldavi! Oggi tutti i moldavi, beh, non proprio tutti, hanno comprato l'auto, chi ha i denari e chi non li ha, l'auto è in Moldova uno status symbol, un feticcio, una meta da raggiungere, la prova tangibile che ci si è finalmente liberati dalla povertà. Rinunciano a tutto i moldavi ma non all'auto di lusso parcheggiata sotto casa.
Quei pochi turisti che decidono di partire per il paese delle dolci colline si documentano e scoprono che si accingono a mettere piede nel paese più povero dell'Europa. Già lungo il tragitto in taxi che li porta dall'aeroporto al centro della città cominciano mettere da parte i spiccioli per distribuire l'elemosina alle migliaia di mendicanti che si aspettano di trovare agli angoli delle strade. Si aspettano di attraversare baraccopoli fatiscenti come negli slum africani. Invece lo sbigottito turista si ritrova a guardare il traffico caotico che scorre all'incrocio fra il viale Stefan Cel Mare e strada Puskin della capitale: una fila ininterrotta di SUV con i vetri oscurati e macchinoni di gran lusso che nemmeno sul Sunset Boulevard di Beverly Hills a Los Angeles! Il turista stenta a credere poverino di trovarsi nel paese dove un terzo dei suoi abitanti è stato costretto ad emigrare per sopravvivere!
Ormai quell'incrocio è stato inserito dalle guide turistiche locali fra le mete prestigiose da visitare; dopo le rituali gite alle chilometriche cantine sotterrane famose nel mondo e i monasteri, i turisti la sera vengono accompagnati a quell'incrocio per ammirare gli ultimi modelli prodotti da case automobilistiche prestigiose come la Mercedes e Land Rover. Spesso mi capita di passare anch'io da quelle parti e trovo uno stuolo di turisti, beh, stuolo, si fa per dire, che in bermuda e infradito osservano con gli occhi sgranati e a bocca aperta quell'esibizione di benessere e lusso sfrenato.
Nel mio condominio conosciamo un paio di famiglie dove nel corso degli anni abbiamo fatto visita in casa per i motivi più svariati, famiglie modeste dove hanno almeno un componente che si trova all'estero per lavorare. Una caratteristica molto diffusa nel paese, è difficile trovare una famiglia che non abbia il papà o la mamma o tutte e due emigrati. Le condizioni degli appartamenti, degli arredi, sono molto modesta, non potrebbe essere altrimenti visto che sopravvivono con una unica fonte di sostentamento: la rimessa mensile del parente che lavora all'estero. Mi ricordo che anni fa chiesi a mia moglie di chi erano quelle Mercedes e Bmw parcheggiate sotto casa, lei mi rispose elencandomi i nomi dei proprietari: erano di quelle famiglie di cui sopra, spesso del marito rimasto in patria mentre la moglie si spaccava la schiena in Italia.
E' inutile descrivere il mio stupore nell'apprendere la notizia, la mia espressione di allora si assomigliava molto a quella dei turisti a quell'incrocio nel centro della città. Da quel giorno, ogni qualvolta che esco dall'androne del condominio, l'occhio mi va inevitabilmente a quelle macchine prestigiose parcheggiate. Ho rinunciato ormai da anni a trovare una spiegazione plausibile. E' difficile applicare le leggi della logica a un paradosso.
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