Non è vero

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Non è vero

Messaggioda nikita » 20 novembre 2014, 5:08

Sui giornali moldavi gira un documentario di quarantacinque minuti di un giornalista olandese dove si afferma che in Moldova molti bambini sono sottoposti a violenze da parte dei genitori. L'inchiesta olandese si basa anche su un rapporto dell'UNICEF, quindi una organizzazione seria e attendibile, dove si evince che il 50% dei bambini moldavi sono sottoposti a violenze e torture di ogni tipo. Pare che questo giornalista olandese abbia fatto inchieste in alcuni paesi Africani e Asiatici e, non a caso, in Moldova avendo ricevuto da corrispondenti locali notizie in tal senso.
Nel documentario olandese si cita la storia di una bambina di cinque anni di Leova uccisa di botte dal padre e quella di un bambino di Mingir che ha avuto un dito tagliato dal padre perché ha rubato dei soldi. Quindi, sempre stando al documentario di cui sopra, la Moldova sarebbe uno dei primi paesi al mondo dove si praticano violenze e torture sui bambini. La solita sciagurata classifica stilata dalle organizzazioni internazionali? No, questa volta è diverso, non si parla di alcolismo, povertà, emigrazioni, etc, si parla di bambini. Come si può picchiare e torturare un proprio figlio fino ad ucciderlo?
In passato e su questo blog ho sempre denunciato le storture di una società fragile e complessa come quella moldava attirandomi anche i rimbrotti e i mal di pancia degli amici moldavi, ma questa volta non me la sento di dare credito a una notizia che ritengo falsa e offensiva. No, questa volta non ci credo, non ci posso credere! La Moldova avrà pure tanti problemi, ma non voglio e non posso credere che è il primo paese al mondo dove si torturano i bambini. Questo no, mi rifiuto con tutte le mie forze di crederlo. Credo di conoscere i moldavi, è un popolo mite, civile, pacifico. Non credo che la povertà e disperazione possa trasformare un padre in un sadico torturatore di bambini.
Gli olandesi si sbagliano. Hanno preso ad esempio dei casi limite di storie drammatiche per generalizzare, per confezionare il solito scoop giornalistico da dare in pasto all'opinione pubblica a spese di un paese che lotta strenuamente per uscire dalla povertà e sottosviluppo. I moldavi, nella veste dei suoi rappresentanti istituzionali, dovrebbero denunciare quel giornalista olandese per aver diffamato un popolo intero e chiedere formalmente le scuse.
Ma sono certo che nessuno muoverà un dito, le elezioni sono alle porte, tutti hanno altro da pensare.
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