Moldova felix

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Moldova felix

Messaggioda nikita » 12 marzo 2013, 7:07

Leggendo la cronaca giornaliera sui giornali moldavi, si nota una certa recrudescenza di atti criminali. E' notizia di ieri, ad esempio, che un tale è stato aggredito per strada per rubargli 80.000 lei. All'apparenza sembra un furto su commissione.
Alcuni buontemponi in vena di dire sciocchezze, hanno affermato che la Moldova sarebbe una specie di isola felice dove i ladri, assassini, lenoni, papponi, delinquenti di ogni risma, non esistono. Stando alle cronache riportate dai giornali pare non sia affatto così!
Se si considera il numero di abitanti della Moldova pari a circa 2.500.000, più di un milioni di cittadini sono emigrati, in pratica abbiamo lo stesso numero di abitanti di una grande città occidentale. Ebbene, il numero di atti criminali ha raggiunto cifre allarmanti. Aggressioni notturne per strada, gesti intimidatori di chiaro stampo mafioso, omicidi cruenti in preda ai fumi dell'alcol, donne assassinate in casa nei piccoli villaggi per rubare pochi lei, contrabbando di sigarette, furti con destrezza nei luoghi pubblici come le rutiere, furti in appartamenti, corruzione diffusa. Il quadro che ne scaturisce è preoccupante.
La Moldova non più isola felice?
Ai tempi dell'URSS lo era certamente, le cronache dei giornali non riportavano la cronaca nera per scelta politica, a detta dei dirigenti di allora non era concepibile che in un paese comunista si potesse compiere atti criminali. Oggi non c'è più questo “vincolo” inposto dall'alto, il tappo è saltato, anche se in alcuni “giornalisti nostalgici” persiste l'idea che i fatti di cronava nera non vanno pubblicizzati.
Come mai allora questa escalation di atti criminogeni in una società all'apparenza tranquilla e rispettosa delle leggi?
A mio modesto avviso le cause sono da ricercare in primis nello sfaldamento dell'istituzione familiare causa l'emigrazione, l'alcolismo diffuso e l'estrema indigenza in cui versano milioni di moldavi. La povertà e il bisogno portano alla disperazione. La disperazione porta a compiere atti inconsulti. Troppi giovani abbandonati dai genitori migranti che aspettano la “paghetta” di fine mese, giovani avvezzi a consumare denaro senza averli guadagnati. Giovani allo sbando abbacinati dai prodotti di lusso esposti nei negozi, con il feticcio del cellulare di ultima generazione che occupa il primo posto nella loro sciagurata scala dei valori.
L'istituzione famiglia in Moldova si va disgregando, i giovani crescono senza punti di riferimento, non hanno modelli a cui rifarsi, i genitori sono lontani. Per non parlare dei pochi giovani rimasti nei villaggi, facile preda dello sconforto e della mancanza di prospettive, con l'unico obiettivo di partire in un modo o nell'altro.
La Moldova non è più un'isola felice.
Non è più un “isola”, ormai è saldamente collegata al grande continente del consumismo sfrenato e alla globalizzazione delle nefandezze occidentali. Non è “felice” perchè in molti, troppi, la felicità la cercano in una bottiglia.
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Re: Moldova felix

Messaggioda Rima » 12 marzo 2013, 11:19

nikita ha scritto:Non è più un “isola”, ormai è saldamente collegata al grande continente del consumismo sfrenato e alla globalizzazione delle nefandezze occidentali.


Secondo te esiste una valida cura per questi "mali d'occidente"?
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Re: Moldova felix

Messaggioda nikita » 12 marzo 2013, 15:30

Rima ha scritto:
nikita ha scritto:Non è più un “isola”, ormai è saldamente collegata al grande continente del consumismo sfrenato e alla globalizzazione delle nefandezze occidentali.


Secondo te esiste una valida cura per questi "mali d'occidente"?


La cura consiste nel non scimmiottare l'occidente sempre e comunque. Al governo del paese ci dovrebbero essere personaggi dalla mentalità aperta, capaci di fare autocritica, in grado di individuare "tradizioni e abitudini" dannosi e antistorici che non permettono uno sviluppo armonico della società. I moldavi dovrebbero smetterla di ripetere all'infinito la famigerata frase "Asa e la Moldova" di fronte alla corruzione dilagante, al "cumatrismo", il nepotismo.
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