Miseria e nobiltà

Moderatore: Nikita

Miseria e nobiltà

Messaggioda nikita » 2 marzo 2016, 7:08

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Questa foto l'ho scattata ieri in un piccolo villaggio moldavo. Niente di straordinario: un villaggio come ce ne sono tanti e una stradina come ce ne sono tante. Una stradina dove si affonda fino alle caviglie dopo una pioggia. E' la strada dove vive mia suocera di ottantadue anni, non è la più importante del villaggio, la strada principale è a poche decine di metri ma io non ho mai notato una gran differenza. Quella stradina dimenticata in un villaggio dimenticato racchiude un microcosmo con tutte le contraddizioni, le miserie e, nello stesso tempo, le virtù del paese.
In quella viuzza melmosa ci sono sei case: in tre ci abitano donne anziane rimaste sole, in una ci vive una famiglia non bene identificata, nelle ultime due ci abitano famiglie che hanno almeno un componente emigrato per lavoro in Russia. In quei cento metri c'è uno spaccato della Moldova attuale! Anzi, è la Moldova, quella vera, lontana solo cento chilometri dalla capitale ma di fatto lontana mille miglia.
Le tre donne hanno tutte perduto il marito negli anni scorsi, morti abbastanza giovani di malattie aggravate dal vizio del bere. Hanno tutte superato gli ottant'anni e questo fa di loro delle miracolate in un paese dove l'aspettativa di vita non supera i settant'anni. Vivono sole con il supporto sporadico di qualche figlio emigrato. Hanno tutte riposto nell'armadio il vestito buono che indosseranno nella bara e messo da parte i soldi per il funerale e le “pomane”. Al mattino raccolgono i capelli in una “basma”, accendono la “soba” e guardano fuori dalla finestra aspettando la visita di una vicina.
Qualche giorno fa una di loro si è sentita male ed ha telefonato al medico del dispensario comunale.

- Quanti anni ha signora? - ha chiesto il medico.

- Ottantasei – ha risposto lei con un filo di voce.

- Ma cosa vuole...quanti anni vuole vivere...non mi faccia perdere tempo... - ha risposto il medico prossimo premio Nobel per la medicina. Dopo molto insistere il medico ha mandato una infermiera, beh, non proprio una infermiera, una donna che fa le pulizie nel suo ambulatorio. “L'infermiera”, dopo una breve e svogliata visita, le ha consigliato di bere un thé; in Moldova, come tutti sanno, è in vendita un thé miracoloso in grado di curare qualsiasi malattia.
In una casa sempre nella stradina abita una famiglia dall'incarnato scuro arrivati non si sa da dove. Hanno comprato una vecchia casa con pochi dollari e nessuno ha mai scambiato una parola con loro. Nel cortile della loro casa è parcheggiato un furgone che va e che viene scaricando e caricando merce. I traffici avvengono di notte al riparo da occhi indiscreti.
In altre due case vivono famiglie dove il marito è emigrato in Russia per lavoro. Le donne rimaste sole crescono i figli, si occupano delle faccende di casa, coltivano l'orto e allevano animali da cortile. I mariti tornano a casa ogni tre mesi costretti da una legge sull'immigrazione in Russia, rimangono pochi giorni e ripartono. Donne straordinarie dall'animo nobile, sono le eroine moldave moderne.
n quella stradina fangosa c'è tutta la Moldova, con i suoi pregi e le sue miserie. La strada è stata intitolata a Jurj Gagarin, l'astronauta sovietico, un nome prestigioso e roboante, forse una tragica beffa per quella povera gente.

Nikita
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