Lo zerbino

Moderatore: Nikita

Lo zerbino

Messaggioda nikita » 26 aprile 2016, 17:16

In questi giorni girano sui social moldavi due video che definire curiosi è poco. In uno si vede un tale che nottetempo si ferma con la sua auto sul marciapiede del viale principale della città, scende e, con tutta calma, carica sulla sua auto alcuni blocchetti in cemento che delimitavano lo spazio riservato al verde. Lo fa con calma serafica, senza fretta, come se l'operazione fosse del tutto naturale. Il video ha fatto il giro del mondo.
Nell'altro video si vede una strada di periferia dove ci sono diverse villette. Ad un tratto sopraggiunge un'auto, si ferma, ne scende una signora ben vestita e si dirige con nonchalance verso una pianta di grandi fiori gialli che forse una imprevidente signora aveva messo fuori dalla porta come abbellimento. La signora strappa i rami più belli, ne fa un bel mazzo, ritorna tranquillamente verso la sua auto e se ne va. Stando al filmato anche lei non mostra nessuna apprensione, nel suo agire non ce nessun atteggiamento guardingo, furtivo. Agisce con una naturalezza disarmante!
Due fulgidi esempi di come i moldavi intendono il concetto di furto. Concetto che mi sembrava chiaro e inequivocabile fino a quando ho messo piede nel paese delle dolci colline poi costretto, dall'esperienza sul campo, a rivedere. Nei due casi sopra citati infatti non userei il termine “rubare” ma bensì “prendere” che ritengo più appropriato conoscendo oggi la mentalità dei moldavi su questo argomento. Una convinzione molto diffusa da queste parti è che tutto ciò che si trova fuori della porta di casa non appartiene a nessuno, non ha un padrone identificabile con nome e cognome. Il concetto di “bene comune”, inteso come un bene condiviso da tutta la comunità, in Moldova è un concetto vago, surreale, astratto. Per il moldavo medio tutte le suppellettili e gli oggetti che non si trovano in casa, vedi ad esempio gli arredi stradali, quelli dei parchi, dei pianerottoli di casa, ascensori, etc, etc, sono disponibili all'occorrenza, si trovano in una sorta di “zona franca”, nella “terra di nessuno” come quelle lingue di terra che separano due stati. Ed ecco spiegata la calma serafica dei protagonisti delle due storie sopra citate nel “prendere” i blocchi di cemento l'uno e i fiori l'altra! Nel loro modo di intendere stavano semplicemente prendendo degli oggetti di cui avevano bisogno, erano lì, a disposizione di tutti.
Ricordo anni fa quando abbiamo deciso di mettere su casa a Chisinau, fra le cose che ho pensato di comprare c'era anche uno zerbino da mettere fuori della porta. Al bazar avevo visto uno zerbino di fibra di cocco davvero bello con su scritto “Welcome”. Mia moglie ha cercato di dissuadermi:

- Lascia perdere, lo “prendono”!

- Ma dai...non è possibile...chi vuoi che rubi ( notare che usavo ancora il termine “rubare”) uno zerbino!

Ho vinto la piccola disputa domestica, abbiamo comprato lo zerbino e messo in bella mostra fuori dalla nostra porta. - Vedrai quanto resiste! - mi ha detto mia moglie il tono perentorio di chi conosce bene gli usi e costumi dei suoi conterranei. Lo zerbino è rimasto fuori dalla porta di casa per qualche giorno, poi una mattina non c'era più. Sparito, "preso”!

- Cosa ti avevo detto! - mi fa lei con aria trionfante.

- Ma cosa diavolo se ne fa la gente di uno zerbino? – chiesi io meschino.

- Niente...se è uno dei nostri vicini non lo può mettere neanche fuori della porta di casa altrimenti lo prendono...lo ha preso tanto per prendere...era bello, gli piaceva e lo ha preso (da notare che lei usa sempre il termine prendere)... lo tiene in casa... lo mette da qualche parte...forse in bagno...

Io non riuscivo a capacitarmi, mi sembrava assurdo, però d'un tratto capii come mai spariva così di frequente la lampadina nell'ascensore e perchè il festone di Natale che avevo attaccato fuori dalla porta sparì in poche ore.

- So io come deve essere uno zerbino che non fa gola a nessuno... – mi fa lei con il tono perentorio di chi sa come vanno le cose nel paese delle dolci colline. Ha preso un mio vecchio pantalone che non mettevo più da anni...zac zac...lo ha tagliato in modo da sembrare uno zerbino e lo ha messo fuori dalla porta.

E' rimasto lì per anni.
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