Lo sterco degli uccelli

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Lo sterco degli uccelli

Messaggioda nikita » 13 febbraio 2017, 15:40

In una libreria di Chisinau in questi giorni Paul A. Shapiro, scrittore americano, ha avuto l'ardire di organizzare un incontro con i lettori moldavi per presentare il suo libro “Ghetoul din Chisinau, 1941-1942”, il Ghetto di Chisinau - 1941-1942. Lo Shapiro, forse allo scuro delle recenti vicende moldave, non sa che nel paese delle dolci colline quella pagina vergognosa di settantacinque anni fa di stragi e deportazioni da parte dei romeni ai danni della popolazione della Basarabia, l'odierna Moldova, è stata volutamente, scintemente rimossa dalla gran parte degli intellettuali moldavi. Non credo che il suo libro, peraltro basato su avvenimenti storici sacrosanti, avrà molto seguito.
La Moldova non è stata immune dalla follia nazista dell'Olocausto, anzi, prima del 1941 vivevano nel paese centinaia di miglia di ebrei, basta pensare che Chisinau nei primi anni del 1900 era abitata dal 50% da cittadini di religione ebraica. A Chisinau la lingua più diffusa era lo yiddish, né il russo, né tanto meno il romeno. Lo zar mandava in esilio miglia e migliaia di russi ebrei in Moldova: terra di confine dell'impero e praticamente un territorio abitato da pochi contadini. Molti villaggi moldavi erano popolati in maggioranza da ebrei russi, quasi tutti massacrati nei lager allestiti in Transnistria e in Ucraina negli anni del secondo conflitto mondiale.
Nel 1941, Ion Antonescu, generale romeno, comandante dell'armata romena al seguito dei nazisti che invase l'URSS, ordinò la deportazione in Transnistria di circa 100.000 ebrei dalla Bessarabia, attuale Moldova. Questi ebrei vennero considerati "agenti comunisti" dalla propaganda ufficiale e il processo consisteva nell'uccidere quanti più ebrei possibile prima di deportare il resto a est sui "treni della morte". Di quelli che sfuggirono all'iniziale pulizia etnica in Bucovina e Bessarabia, solo pochi riuscirono a sopravvivere nei campi di concentramento istituiti in Transnistria. Molti di quei morti, è bene non dimenticarlo, erano cittadini moldavi di religione ebraica. I vecchi moldavi dei villaggi ricordano quando i romeni al seguito dei nazisti, per eccesso di zelo, deportarono nei lager anche famiglie intere di contadini cristiani accusati di essere “bolscevichi”.
Le truppe romene, unitamente a quelle finlandesi, si unirono alla Wehrmacht tedesca nell'attacco contro l'Unione Sovietica (giugno 1941) e rioccuparono i territori persi in seguito al trattato Ribbentrop-Molotov. Vennero inoltre conquistate la Transnistria e la città di Odessa nella quale, per ordine di Antonescu, fu perpetrato per rappresaglia il Massacro di Odessa. Tuttavia, dopo aver occupato la Bessarabia, la Bucovina Settentrionale e la Transnistria, Antonescu spinse le armate romene più in profondità nel territorio sovietico sino al Caucaso macchiandosi di crimini orrendi come stragi, impiccagioni e deportazioni in massa. Non si limitò quindi, come fecero i finlandesi, a fermare le sue truppe al confine ma proseguì fino a Stalingrado diventando di fatto un occupante. L'armata romena fu una delle prime ad arrendersi ai russi nell'inverno del 1943. Ion Antonescu fu fucilato nel 1946 dopo il processo per i crimini commessi.
Questa è la verità storica rimossa dalla cultura moldava oggi nella quasi totalità filo romena, una verità scomoda per chi anela alla riunificazione con i cugini di oltre Prut. I scrittori moldavi, giornalisti, storici, accademici di varia natura, la cosiddetta “intellighenzia”, preferisce, per mero interesse di parte, non ricordare quella pagina infame. Oggi, a testimonianza di quella strage avvenuta settantacinque fa, non resta che un piccolo monumento (foto) dimenticato da tutti in una via nascosta della capitale coperto dallo sterco degli uccelli recante la scritta:”Martiri e vittime del ghetto di Chisinau! Noi, i vivi, non vi dimenticheremo!”.
Ma i vivi che ricordano sono ben pochi. Tutti gli altri preferiscono nascondere una verità scomoda, imbarazzante, sgradita. Di tanto in tanto, qualcuno come Paul Shapiro, vuole rimuovere quello sterco di uccelli che da molti anni ricopre quella statua.
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