Lettera a Babbo Natale

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Lettera a Babbo Natale

Messaggioda nikita » 23 dicembre 2013, 17:27

Caro Babbo Natale, scusa se ti disturbo, so che in questi giorni hai molto da fare, vorrei pregarti di portare qualche dono ai miei amici moldavi. Ne hanno davvero bisogno. Forse sei disorientato, la Moldova è un piccolo paese sconosciuto, forse non sai dove si trova, ma posso assicurarti che i moldavi sono brava gente, ospitali e generosi, tanto è vero che da quattro anni ospitano anche me, un italiano spaghettaro.
La prima cosa che mi permetto di chiederti, se puoi e non ti è di gran sacrificio, il giorno 25 dicembre prossimo, ti prego di regalare a tutti i moldavi, al loro risveglio, la sensazione di essere tutti...moldavi. Sembra poca cosa ma ti assicuro che non è così. I moldavi apprezzeranno molto questo dono, ti saranno riconoscenti.
Se puoi e non ti è di gran sacrificio, vedi se riesci ad evitare che la Moldova nei prossimi anni non si trasformi in una landa desolata dove nessuno avrà più interesse a tornare, un paese popolato da nonni e bambini abbandonati con famiglie sempre più smembrate e disperate, con il padre o la madre a condurre una vita grama all’estero e i congiunti in patria a spendere i denari guadagnati con lacrime e sangue: un’infernale giro vizioso fatto di sacrifici e rinunce senza prospettive, per un benessere momentaneo e fittizio pagato a caro prezzo, con figli senza genitori e genitori senza figli, mariti senza mogli e mogli senza mariti, una patria senza popolo e un popolo senza patria.
Caro babbo Natale, fai in modo che i moldavi non siano più condannati a vagare per mezza europa alla ricerca del “mito benessere”, quel benessere a lungo sognato, panacea di tutti i mali, cercando di lenire così quelle insopportabili frustrazioni che avevano a lungo covato nel vedere i banconi dei supermercati ricolmi di merci occidentali.
Se poi hai ancora spazio nella tua slitta, ti chiedo un ultima cosa: fai in modo che i moldavi non siano più costretti a vagare per il mondo con la morte nel cuore, a versere lacrime amare, a subire ingiustizie ed umiliazioni, sperando un giorno di poter tornare nel proprio paese e riabbracciare i propri cari. Ammesso che, quando torneranno, ritroveranno i propri cari e il proprio paese.
Hai notato? Per me non ti ho chiesto nulla, mi basta svegliarmi ogni mattina e constatare che sono ancora vivo.
Grazie Babbo Natale, anche a nome dei moldavi.
Il tuo affezionatissimo
Nicola
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