La vergogna liquida

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La vergogna liquida

Messaggioda nikita » 30 gennaio 2017, 7:29

Pochi giorni fa è morto Bauman, il filosofo della “società liquida”. In Moldova è invece viva e vegeta la “vergogna liquida”. E’ notizia di questi giorni che nella cittadina di Cornesti, provincia di Ungheni, Moldova, nell’anno di grazia 2017, non hanno l’acqua corrente in casa. Il “caso Cornesti” è emblematico di cosa succede oggi nel paese delle dolci colline. In molte case, da almeno venti anni, non hanno l’acqua nei rubinetti. Caso unico e raro? No, non è affatto così. Secondo stime recenti, il 60% della popolazione moldava non ha l’acqua potabile in casa, compresi alcuni quartieri delle città medio grandi e in molti villaggi.
Nei villaggi l’acqua è razionata, sgorga dai rubinetti un solo giorno alla settimana. Chi in questi anni ha pensato di costruire un pozzo a sue spese è considerato un fortunato, un miracolato. Mia suocera vive in un villaggio, alcuni anni fa ha costruito un pozzo con una pompa a immersione per avere l’acqua in casa. Nel suo villaggio avere l’acqua per lavarsi e sbrigare le faccende quotidiane è un lusso. I suoi vicini fanno la fila per lavarsi e attingere l’acqua dal suo pozzo specialmente d’estate. Stando alle considerazioni di cui sopra qualcuno si meraviglia che ogni giorno un centinaio di moldavi abbandonano il proprio paese per cercare all’estero un decoroso livello di vita? Un milione di moldavi hanno lasciato il paese in questi anni, di questi in molti non hanno nessuna intenzione di tornare. Qualcuno si sente di biasimarli?
Gli abitanti di Cornesti si riforniscono di acqua da un pozzo, almeno quattro-cinque volte al giorno devono attingere l’acqua con i secchi per le necessità giornaliere. Provate a immaginare una famiglia di quattro persone senza acqua per lavarsi, cucinare, etc. Si può vivere nell’era dei computer, nell’anno di grazia 2017, senza acqua? Oltretutto bisogna dire, senza tema di essere smentiti, che molti pozzi moldavi sono inquinati. Vuol dire intossicazioni e malattie. A tutto c’è un limite, anche lo spirito di sopportazione dei moldavi!
Dal giorno in cui è stata proclamata l’indipendenza in questo paese è successo di tutto, si sono alternati al governo partiti e politici di ogni provenienza e il risultato è sotto gli occhi di tutti: ruberie, corruzione, povertà diffusa, disperazione, desiderio di partire per cercare fortuna all’estero. Dove sono finiti i milioni di euro allocati dall’UE e dalle ONLUS straniere per migliorare il tenore di vita della gente? Come mai da vent’anni non si è provveduto ad una elementare necessità dei cittadini come una rete idrica funzionante?
Le risposte a queste domande sono tutte in quelle ville faraoniche che sorgono nella periferia di Chisinau.
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