La storia di Olga (1a parte)

Moderatore: Nikita

La storia di Olga (1a parte)

Messaggioda nikita » 22 aprile 2016, 5:35

Si sposano Olga e Vasile, 20 anni lei, 22 lui. Giovani, troppo giovani. I genitori dei due ragazzi insistono, una tradizione da rispettare. Vanno a vivere a casa dei suoceri, ma non importa, sono felici. I giorni, i mesi corrono in fretta e dopo un anno arriva Luminita, attesa con gioia. Olga e Vasile scoppiano dalla felicità: due giovani e una bambina. Una bambola con cui giocare. Le coccole, ore felici, spensierate, trascorse a giocare con lei.
Vasile è preoccupato, i soldi non bastano, bisogna trovare un lavoro, ma anche continuare a seguire le lezioni all’università. La vita è dura e il futuro pieno di incognite. Non è pronto Vasile, ha solo 22 anni, pensa agli amici, alla vita spensierata, sente il peso della responsabilità, pensa alla sua giovinezza troppo presto svanita. Una birra con gli amici, per rilassarsi. Olga aspetta a casa, guarda l’orologio, tende l’orecchio per sentire il rumore dell’ascensore che sale. La bimba che piange.

Vasile rientra tardi la sera, ha gli occhi lucidi, l’alito fetido di birra. Olga cerca i suoi occhi, lui abbassa lo sguardo, balbetta qualcosa, si sdraia sul letto. Le sere tutte uguali, la vita matrimoniale non è come l'anno sognata. Olga resta sempre più sola con la bambina, .
Luminita ha ormai tre anni, cresce e ha bisogno di tante cose. Olga ha trovato un lavoro, Vasile è impegnato con gli studi. La mattina una corsa trafelata dai genitori per lasciare la bambina. Tornerà a riprenderla la sera. La vita presenta la sua faccia peggiore: sacrifici, rinunce, preoccupazioni. Olga non si perde d’animo, lotta per la sua bambina, per il suo futuro. Vasile è sempre più distante. Può ancora contare su di lui? La sera torna tardi sempre più spesso, le birre con gli amici sempre più frequenti.
– Cosa succede Vasia, amore mio? – chiede Olga. Lui è sfuggente, sminuisce, mente. Vasile è cambiato, non è più il ragazzo di un tempo, è disorientato, frustrato, trova rifugio sempre più spesso nel bere. L’alcool lo stordisce, le serate con gli amici diventano un diversivo per evitare lo sguardo preoccupato di Olga. Lei non dimenticherà mai quel giorno quando l’ha picchiata per la prima volta, non dimenticherà il bruciore di quello schiaffo e la sua disperazione nel costatare che, ormai, Vasile, il suo Vasia, non c’era più. Svanito, affogato nella vodka e nella birra. È stanca Olga di lottare da sola. Liti furibonde, urla, accuse reciproche, le botte. Olga nasconde le sue lacrime alla bambina.

La inevitabile decisione di divorziare. Insieme per l’ultima volta in tribunale, due estranei, una profonda tristezza. Dieci minuti, tutto finito. Fuori dal tribunale Olga corre nel freddo mattino d'inverno, c’è Luminita che aspetta, nell’aria danzano già i primi fiocchi di neve, gli occhi pieni di lacrime. A casa trova due calde braccine che l’avvolgono, il futuro della bambina, solo questo importa ormai. Prepara la cena, la mente altrove, calde lacrime scendono nella kasha della bambina, domande angosciose si affollano nella mente: “Che ne sarà di noi? Come faremo?”.

Il tempo passa, la vita continua, Vasile un ricordo lontano, poi più nulla. La solitudine da combattere, sola a ventitre anni Olga, si guarda allo specchio, tutta la giovinezza traspare dalla figura riflessa nello specchio, si accarezza il viso, la sua voglia di vivere. Quattro chiacchiere con un’amica, per la prima volta sente parlare di incontri virtuali, della possibilità di conoscere uomini di altri paesi. Uomini lontani, stranieri. Si schernisce Olga, uno sconosciuto di un altro paese! Può essere una cosa seria?
– Perché non provi? – le dice l’amica.
Il giorno dopo insieme entrano in un’agenzia, siede imbarazzata in un ufficio. “È una cosa seria?” si chiede Olga. Sembrano professionali, posa per le foto indossando il suo vestito buono. Foto da pubblicare sul sito. Compila un modulo, la sua foto fra tante. Una speranza, forse una burla. Le dicono di aspettare. In caso di risposta sarà contattata.

Passano i giorni, riceve una telefonata dall’agenzia, una persona ha scritto per lei e vuole contattarla. Non sa cosa pensare, è indecisa, indugia, ma la curiosità prevale. Il giorno dopo di nuovo seduta in quell’ufficio, le viene mostrata la lettera, poche righe in inglese e una foto. Un volto di uomo, capelli neri, occhi scuri ed espressivi. Un italiano, Antonio. “Sono simpatici gli italiani, caldi, passionali” pensa lei.
– Vuoi contattare questo italiano? – le chiede la signora dell’agenzia.
– Sì, proviamo! – risponde con qualche imbarazzo Olga. Poche righe in inglese per la risposta, parole formali.

Antonio risponde, Olga risponde, per giorni, settimane. Antonio chiede il suo numero di telefono, lei acconsente. Una sera sente squillare il telefono, una telefonata dall’Italia, è lui. Parole imbarazzate, un misto di inglese e italiano, non sanno cosa dire, lunghi silenzi, lui sembra simpatico, ha una bella voce. “Sembra una brava persona” pensa Olga. Continuano a scriversi, le telefonate si fanno più frequenti, l’italiano di lei migliora, frequenta un corso nel tempo libero. Si scambiano lettere sempre più intime, si confidano, raccontano i propri fallimenti, i propri desideri, sembrano accomunati dalla speranza di ricominciare e da un passato da dimenticare. Olga si accorge che comincia ad aspettare con impazienza le telefonate serali di Antonio, parlano, ridono, scherzano, pian piano si instaura un vero rapporto di amicizia, forse anche di più. Ci si può innamorare di una voce, di una persona senza averla mai vista?
– Olga, mia cara, ho deciso di venire a Chisinau – le annuncia al telefono Antonio. Il cuore di lei batte all’impazzata, ride e piange felice.
– Ti aspetto.

(continua)
Avatar utente
nikita
Site Admin
 
Messaggi: 441
Iscritto il: 4 febbraio 2013, 17:34

Torna a Il Diario di Nikita












 


  • Argomenti correlati
    Risposte
    Visite
    Ultimo messaggio

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 39 ospiti


Zenisator
cron