La saga dell'ipocrisia

Moderatore: Nikita

La saga dell'ipocrisia

Messaggioda nikita » 25 gennaio 2017, 7:53

Di tanto in tanto, dagli aerei che atterrano nell’aeroporto di Chisinau, scendono turisti, imprenditori in cerca di fortuna e viaggiatori con la passione del brivido e dell’imprevisto. Fra questi molti italiani. Gli italiani che mettono piede in Moldova sono molto ricercati, oltre che per il vestire, anche dalle TV locali per proporre la solita intervista. Alcuni di loro ce li ritroviamo spaesati e con gli occhi gonfi di sonno in quelle trasmissioni che vanno in onda, fortunatemente, all’alba. Alle sei di mattina sono già sveglio e a volte, non molto spesso a dire il vero, seguo con un certo interesse i canali televisivi locali.
Uno di questi italiani amanti della franchezza e spontaneità l’ho visto qualche giorno fa spaparanzato in uno studio televisivo di una emittente locale. La giornalista, dopo aver presentato l’ospite capitato lì non si sa a quale titolo, lo sottopone ad una serie di domande stringenti del tipo: “Come si trova in Moldova?”. Una domanda alla quale è difficile se non impossibile sottrarsi per chi ha trascorso sì e no un paio di giorni nel paese delle dolci colline. Spesso l’intervistato le “dolci colline” non le ha nemmeno viste! Ma uno straccio di risposta deve pur darla. Dopo un momento di comprensibile smarrimento, risponde…”Un paese bellissimo e la sua gente è molto cordiale e ospitale”. Da parte dell’intervistato manca solo la strizzatina d’occhio finale rivolta verso la telecamera e il quadro è completo.
La giornalista è visibilmente soddisfatta della risposta, rinfrancata dall’estrema franchezza del suo interlocutore e fiutando lo scoop della vita, prosegue con domande insidiose del tipo…”Come mai ha deciso di visitare la Moldova?”. Domanda ambigua che potrebbe nasconderne un’altra… ”Ma come, con tutti paesi che ci sono al mondo sei venuto a visitare proprio la povera, sconosciuta e dimenticata Moldova?”.
L’intervistato, ormai deciso a tutto, e constatando che la sua strategia da ruffiano paraculo sta dando i suoi buoni frutti, risponde…”Perchè me ne hanno parlato molto bene e ho avuto sempre il desiderio di visitarla”. L’intervistatrice non crede alle proprie orecchie, a stento riesce a tenere sotto controllo l’impulso di saltare sulla poltrona dove è seduto l’ospite per baciarlo appassionatamente. Ed è a questo punto che lei decide di giocarsi tutto e per tutto e porre la domanda che tutti si aspettano… ”Cosa ne pensa della cucina moldava?”.
Una domanda che non può mancare in una intervista che scava negli aspetti più intimi dell’ospite italico, in pratica l’intervistatrice vuole sapere se la zuppa di verza o la kasha potrà un giorno soppiantare nei gusti dell’intervistato i ravioli e le tagliatelle. In caso di risposta positiva, che francamente tutti si aspettano, sarebbe l’apoteosi, il sigillo indelebile all’intervista!
L’italiano seduto in poltrona è visibilmente a disagio, sa che la buona riuscita dell’intervista dipende dalla prossima risposta. Ci pensa un attimo e poi con un sorriso disarmante, ammette…”La cucina moldava è buonissima, le sarmale, le placinte sono delle squisitezze alle quali è difficile resistere”.
L’intervistatrice a stento riesce a nascondere il suo appagamento, tutto lo studio è ormai ai piedi dell’italiano il quale, sfruttando il momento favorevole, decide di assestare la mazzata definitiva…”Trovo che la cucina moldava sia a livello di quella italiana e francese”. Dallo studio si leva un coro di ooh di stupore!
L’intervistato e l’intervistatrice sono ormai appagati dall’amplesso che si è consumato sotto gli occhi dei telespettatori. Non resta che uscire dallo studio e fumare una sigaretta.
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