La marchetta

Moderatore: Nikita

La marchetta

Messaggioda nikita » 22 dicembre 2016, 7:44

Io e mia moglie decidiamo di fare una passeggiata in centro. Di tanto in tanto facciamo una puntatina in città anche se preferiamo i viali alberati del nostro quartiere periferico. Il centro di Chisinau oggi non ha nulla da invidiare alle grandi città dell'occidente: traffico intenso, mancanza di parcheggi, gente indaffarata che si abbandona allo shopping.
Usciamo sul pianerottolo e chiamiamo l'ascensore. Dalla tromba delle scale sentiamo quel classico sferragliare che ci annuncia il suo arrivo. Entriamo e ci pervade subito quella fresca fragranza di lavanda che si avverte negli ascensori dei condomini costruiti in epoca sovietica. Scesi nell’androne lindo e luminoso troviamo “totia” Ana, la donna delle pulizie:
- Buongiorno signori! Permettete... – ci aspettava la gentile signora con un bouquet di fiorellini di campo – Stamane mi sono svegliata presto e ho pensato di fare un piccolo presente a tutti i condomini – proseguì con un largo sorriso sulle labbra.
- Ma signora non doveva…ogni mattina questi omaggi floreali…grazie…è molto gentile.
- Li prenda signora – disse rivolta a mia moglie - per me è un piacere!
La dolce totia Ana faceva le pulizie nel condominio per passare il tempo, in realtà non ne aveva bisogno, la sua pensione di seicento lei (30 euro) le permetteva una vita più che agiata. Salutiamo e ci avviamo verso Bd. Moscova per prendere la rutiera. Imbocchiamo str. Miron Costin e ci soffermiamo ad ascoltare gli uccelli che cinguettano sugli alberi e gli scoiattoli che si rincorrono fra i rami dei sicomori. Nell'aria avvertiamo quell'aria festosa e spensierata tipica delle città moldave, con gente sconosciuta che salutano con un caloroso buna ziua. Anche le commesse a tremila lei al mese dei chioschi che incontriamo per strada ci salutano allegramente:
- Heilà! Buongiorno!
- Buongiorno! - rispondiamo noi in coro strizzando l'occhiolino.
Qualcuna di loro, sapendo che sono italiano, mi canticchia qualche melodia famosa del bel paese. Noi per non essere da meno intoniamo “Hai noroc si la multi ani!”. Ci lasciamo con rammarico alle spalle quell'aria di vita gaia e spesierata. Il popolo moldavo, nonostante le sue tante sventure, ha nel sua indole una forte carica di buonumore e voglia di vivere da far invidia ai paesi latini. Noi italiani al confronto dei moldavi siamo un popolo di musoni introversi.
Canticchiando arriviamo alla fermata della rutiera. La gente ci osserva e fischietta allegramente insieme a noi come nei film di Walt Disney. Dopo pochi minuti d’attesa arriva il furgone adibita a trasporto persone. Saliamo e paghiamo la corsa a un tale in equilibrio precario accanto a noi. Penserà lui a pagare l'autista. Come tutti sanno da queste parti sulle rutiere è tassativamente proibito pagare la corsa all'autista, meglio farlo fare a un altro. Ogni volta che vedo questa scena di altruismo disinteressato a stento riesco a trattanere le lacrime. E' un metodo di pagamento originale allo studio in diversi paesi europei.
Avanziamo barcollando in mezzo alla calca di passeggeri, siamo pigiati come in una scatola di sardine. Due ragazzi, non appena ci vedono, si alzano di scatto per cederci i loro posti a sedere. Ci sediamo ringraziando.
Il viaggio procede con rilento dai finestrini notiamo che il traffico è più caotico del solito. Chiediamo a un passeggero il motivo, lui dice che in quel giorno era stata indetta la giornata europea del sorpasso a sinistra in tutto il territorio nazionale, comprensibile quindi il disagio degli automobilisti moldavi abituati da decenni a sorpassare a destra.
Scendiamo all'altezza della str. Berlusconi- Bodoni, strada intitolata all'ex cavaliere quando hanno saputo qui in Moldova che è un caro amico di Putin. Decidiamo di far visita a parinte Pavel, un prete ortodosso che ha attivato da anni una mensa per italiani indigenti. Il buon “parinte” distribuisce ogni giorno centianaia di pasti caldi agli italiani che per un motivo o un altro si trovavano in difficoltà economiche. Ha fondato alcuni anni prima, aiutato da alcune dame di carità mogli di politici molto noti nel paese, una sorta di Caritas moldava per assistere italiani in difficoltà.
Entriamo nei locali della Caritas e salutiamo il parinte nostro amico. Era indaffarato a preparare la sala per il pranzo aiutato da tre ragazzi moldavi con l'hobby del volontariato.
- Stiamo preparando la zuppa per oggi – ci comunica il prete appena ci vede – ne volete un po'?
Non rifiutiamo mai un bel piatto di zuppa alle 11.00 di mattina! Ci accomodiamo sulle panche spartane e ci gustiamo insieme la colazione. Macchè cappuccino e brioche alla “Creme de la creme”, vuoi mettere un bel piatto di zuppa calda alle 11.00 di mattina!
Ci affacciamo in cucina e notiamo una decina di signore eleganti, tutte munite di cuffiette multicolori, che pelavano patate e tagliuzzavano verdure per preparare la zuppa. Dedicavano le signore qualche ora del loro prezioso tempo in opere di carità mentre i loro mariti ingannavano il tempo nelle saune a mangiare e bere.
Usciamo dai locali della Caritas e ci immergiamo nella folla caotica del centro. All'incrocio fra strada Puskin e il bulevard Stefan Cel Mare osserviamo il solito traffico caotico di SUV e auto di gran lusso con i vetri oscurati da far invidia a Beverly Hills. Dopo una breve passeggiata in centro decidiamo di tornare verso casa.
Saliamo sulla solita rutiera, questa volta quasi vuota. Il sedile dietro all'autista era vuoto, mi offro quindi di fare da bigliettaio. Sulle rutiere di Chisinau se hai la fortuna di sederti sul sedile dietro all’autista sei nominato d’imperio suo bigliettaio. Per tutta la corsa ricevi i soldi dagli altri passeggeri che trasmetti all'autista.
Rientriamo in casa, mia moglie tira fuori dal frigorifero un pentolone di zuppa preparata cinque giorni prima. Due mestoli a testa, il pentolino sul fuoco a riscaldare e due fette di pane. Et voilà, il pranzo è servito! Ma...ssì, basta con la solita pasta! Aspettare che l'acqua bolle, cuocere la pasta, preparare il sugo! Tempo sprecato. Meglio una bella scodella di zuppa riscaldata e in due minuti si è in tavola!
Decidiamo nel pomeriggio di fare una visita a mia suocera che vive in un villaggio a 100 Km dalla capitale. Con la nostra auto questa volta. Strada liscia e scorrevole, dopo un paio di ore arriviamo alle porte del ridente e ameno villaggio. All’ingresso del paese ti colpisce subito il gran numero di villette a schiera monofamiliari costruite dal passato regime sovietico: i russi costruivano le abitazioni dei contadini kolkoziani senza badare a spese, con prati ben curati e vialetti per parcheggiare le auto. Imbocchiamo la stradina sterrata intitolata a Juri Gagarin dov'era la villa di mia suocera. Scendiamo dall’auto e suoniamo il campanello. Nessun segno di vita, la casa era vuota, si udivano solo i latrati di due doberman che facevano la guardia. Dopo una telefonata ecco arrivare mia suocera a bordo della sua Smart. Era furibonda.
- Ma che diavolo! Non potevate avvisarmi, lo sapete che tutti i giovedì vado a giocare a burraco al club con le amiche!
- Ci spiace Irina Ivanovna, non potete rimandare a domani il burraco con le amiche? – ribattei timidamente.
- Macchè! Domani vado in palestra… e dopodomani vado a teatro per assistere al balletto “Il lago dei cigni”! Sapete bene che quando venite mi dovete avvisare almeno un giorno prima, ho diversi impegni. Comunque, ora siete qui, sarete stanchi, ora vi preparo un bagno caldo nella jacuzzi con idromassaggio. O preferite la sauna?
- Grazie Irina Ivanovna, la jacuzzi va benissimo.
Entriamo in casa, ci spogliamo e ci immergiamo nella vasca profumata con i nostri sali da bagno preferiti alla menta piperita. Dopo il bagno ristoratore di completo relax usciamo dalla vasca, indossiamo gli accappatoi e ci dirigiamo affamati verso la cucina. Mia suocera non ci aspettava e quindi non aveva preparato niente. Poco male, c’era sempre la rosticceria take away del villaggio ben fornito.
- Ragazzi, faccio un salto alla culinarie per comprare qualcosa di pronto, non ho voglia di mettermi a cucinare, voi intanto preparate la tavola.
Dopo mangiato vado a fare un pisolino nella dependance della villa mentre madre e figlia fanno due chiacchiere. Verso sera riprendiamo la strada verso casa.
Qualche chilometro prima di arrivare in città scorgiamo in lontananza i bagliori dei fuochi d'artificio. I moldavi per tradizione festeggiano i compleanni con grande enfasi, senza badare a spese, con fantasmagorici fuochi artificiali del tipo Carnevale di Rio tanto per intenderci. Osserviamo rapiti i fuochi che disegnavano nel cielo bellissime scie luminose, ci fermiamo a bordo strada per ammirare lo spettacolo.
Rientriamo mestamente in casa mentre incontriamo intere famiglie di condomini che uscivano per trascorrere una serata fuori. Le pizzerie e i ristoranti di Chisinau la sera sono piene di intere famigliole che affollano i locali italiani per gustare i piatti della nostra tradizione.
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