La Kasha

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La Kasha

Messaggioda nikita » 8 febbraio 2016, 15:32

Da quando anni fa ho messo piede sui marciapiedi sconnessi di Chisinau mi sono chiesto se mai mi sarei integrato in un paese dove il piatto consumato abitualmente dai suoi abitanti era una zuppa di verdure. Il mio pessimismo precipitò nello sconforto quando seppi che al mattino invece di consumare un caffè, un cappuccino o un thè come accade in quasi tutto il mondo, i moldavi mangiavano un pappa di cereali, una pestifera pappetta dal nome kasha.
Per kasha s'intende una specie di polenta di cereale bolliti nell'acqua condita, ma non sempre, con una noce di burro. In Italia si chiama semolino, in Inghilterra porridge, ma trattasi, aldilà dei nomi, di una pappa insipida, mia nonna buonanima la mangiava spesso perché era rimasta praticamente senza denti.
I russi quando furono costretti ad abbandonare precipitosamente al suo destino la Moldova, nella fretta lasciarono, oltre ai vecchi trattori dei kolkoz, le case di cultura sommerse dalle erbacce, anche abitudini alimentari che ancora oggi condizionano quotidianamente la vita dei moldavi. Oddio, a dire il vero, i moldavi prima dell'arrivo dei “tovarish” non erano certo dei cultori del buongusto, badavano a riempire lo stomaco con le calorie senza concedere nulla all'estro e alla creatività in cucina, ma i russi infersero un colpo mortale alle papille gustative degli abitanti delle dolci colline. La cucina russa non poggia certo su sapienti accostamenti fra il sapido e il dolce, ancora oggi tradizionalmente è una cucina povera e si affida a “scì e kasha”: zuppa di cavoli e creali bolliti. A parte ovviamente chi fra una zuppa e l'altra mangia crostini imburrati con caviale e compra le ville in Toscana.
E fu così che la kasha entrò nelle cucine moldave facendo scempio del gusto di milioni di persone e alleggerendo non di poco il gravoso fardello che le povere massaie fra il Prut e il Nistru erano costrette a portare per dare da mangiare con pochi lei a tutta la famiglia. La kasha risolveva al mattino il non facile compito di andare a lavorare nei kolkoz a stomaco pieno!
Ancora oggi, dopo lo svezzamento, i bambini moldavi passano dal latte materno alla kasha, i cosiddetti omogeneizzati tanto in voga in occidente e che hanno svuotato i conti correnti e mandato nel lastrico milioni di giovani sposi, in Moldova è privilegio di pochi. I bambini moldavi vengono cresciuti somministrando dosi massicce di kasha ad ogni ora del giorno e della notte arrecando danni irreparabili alle papille gustative e al gusto.
Se è vero che il gusto è la percezione del dolce, amaro, aspro e salato nei cibi, beh, i moldavi hanno le papille gustative anestetizzate dal gusto insipido e neutro della kasha. Comunque è fortissimo il legame sentimentale fra i moldavi e la kasha, ho visto vecchi mangiarla con un velo di nostalgia negli occhi, rievoca in loro gli anni della fanciullezza quando nei villaggi di origine si arrampicavano sugli alberi per mangiare i primi frutti di stagione e sentivano nell'aria il profumo della ciorba.
I nutrizionisti affermano che siamo quello che mangiamo. Per il bene dei moldavi spero non sia vero.
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