La collina spazzata dal vento

Moderatore: Nikita

La collina spazzata dal vento

Messaggioda nikita » 23 marzo 2017, 5:40

Tempo fa sono andato a trovare mia suocera rimasta sola dopo la morte del marito. Abbiamo fatto una puntatina al cimitero del paese per far visita ai defunti di famiglia. Il cimitero è a qualche chilometro dal villaggio, su una bellissima collina. Pace, silenzio, una grande sensazione di tranquillità. Un posto davvero speciale, diverso dai cimiteri che conosco. Una stradina sterrata per arrivarci, un cancello sommerso dalle erbacce, una collina spazzata dal vento. Nel piccolo cimitero i morti tumulati senza tanti ornamenti, con una croce e un monticello di terra. Piccole lapidi con il nome dei defunti e le date che risaltano sulla di pietra nera. Qualche fiore si vedeva spuntare qua e là nell'erba alta.
Notai che tutte le scritte sulle sepolture erano in cirillico, chiesi il motivo a mia suocera.
- Nel villaggio non gradiscono che si possa scrivere i nomi nella grafia latina. In Moldova le dispute sulla lingua hanno varcato anche le porte dei cimiteri - mi ha informato lei.
Nel cimitero c'era un gran silenzio, pochi visitatori, trovammo subito le tombe dei cari estinti. Strappammo le erbacce che stavano ricoprendo le sepolture e, deposto un mazzo di fiori freschi in un contenitore, ci siamo poi accomodati in una di quelle panchine che circondano le tombe. Mia suocera aperì la borsa che aveva portato con se e tirò fuori un fiasco di vino rosso e un cartoccio di caramelle. La tradizione moldava dice che bisogna bere un bicchiere di vino sulla tomba del defunto ed offrire caramelle a chi si trova nel cimitero in quel momento. Sempre per tener fede alla vecchia consuetudine bisogna versare un pò di vino sulla tomba del caro estinto per far "partecipare" anche lui a quella specie di brindisi.
Mia suocera ha già prenotato un posto accanto al suo figliolo e suo marito morto da poco. Ricordo che conficcò semplicemente un paio di di paletti nel terreno. Ho chiesto se c'era posto anche per me, mi piaceva l'idea del... "riposo eterno" su quella collina spazzata dal vento. Mi messi alla ricerca di un paio di paletti. Dopo poco avevo anch'io un posto prenotato.
Ho pregato mia moglie, quando sarà arrivato il triste momento, di scrivere il mio nome in grafia latina, non mi garba l'idea di vedere sulla mia sepoltura una scritta in cirillico. Le ho detto anche, nel caso di una sua visita, di versare sulla mia tomba del vino bianco freddo, un prosecco di Valdobbiadene, lo preferisco, il vino rosso non mi piace.
Nel giorno dei morti, la domenica successiva alla Pasqua, "Pastele Blajinilor", se proprio si vuol rispettare la tradizione di banchettare nei cimiteri, di evitare di mangiare le sarmale sulla mia tomba, preferirei un bel piatto di pasta ai frutti di mare. Anche da morti ci sono delle abitudini dure a morire! Dopo pranzo gradirei un bicchierino del mio liquore preferito, la Sambuca.
Tornando verso casa mi sentii sollevato, in pace, mi piaceva l'idea di sapere anzitempo dove avrei trascorso gli anni dopo la mia dipartita. Non ho svelato a bella posta il nome del villaggio dove si trova il cimitero. Non vorrei turbare la tranquillità di quel luogo con le migliaia di lettori di questo diario che verranno a rendere omaggio alle mie spoglie mortali.
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