L'uomo in frack

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L'uomo in frack

Messaggioda nikita » 12 agosto 2014, 7:16

Siamo nella bella stagione, è tempo di matrimoni in Moldova. I moldavi si sposano in estate. I ristoranti lavorano a pieno regime per ospitare i pranzi di nozze, le sale sono tutte prenotate da mesi. A Chisinau in questi giorni è facile imbattersi in carovane di auto addobbate a festa. La città assume un'aria festosa, si odono concertini festosi per annunciare al mondo che due giovani stanno per coronare il loro sogno d'amore. Le limousine scaricano decine di invitati nei parchi della capitale e nei luoghi caratteristici per le foto di rito.
I ristoranti si preparano ad accogliere centinaia di commensali per servire loro le specialità della cucina moldava: sarmale, “zakuski” e bevande a volontà. Sulle tavole imbandite delle sale addobbate a festa già sono in bella mostra i famosi “zakuski”, una serie infinita di antipasti di vegetali e carne amalgamati con la maionese. La tradizione vuole che i “zakuski” vengano serviti all'inizio del pranzo nuziale, infatti gli invitati, al loro ingresso nella sala, li trovano già sulle tavole.
Non tutti i giovani sposi possono permettersi di prenotare il pranzo di nozze i locali di lusso, in molti, tenendo d'occhio il portafoglio, si accontentano di locali più modesti. Locali che non hanno, purtroppo, l'aria condizionata.
Sempre rispettando la tradizione, gli invitati alle nozze, dopo la cerimonia in chiesa o al municipio, si recano al ristorante e aspettano i “nashei”, i compari d'anello, figure importanti del cerimoniale, forse anche più degli sposi stessi. I “nashei”, consci del loro ruolo, ritardano a bella posta il loro arrivo, si fanno desiderare insomma, sanno i compari che nessuno può entrare nella sala del banchetto prima del loro arrivo. Neanche gli sposi.
Dopo ore di snervante attesa, finalmente arrivano con aria trionfante i “nashei”, sanno molto bene che centinaia di invitati, aspettano il loro arrivo. Gli sposi li accolgono con i “colaci”, taralli di pane, e tutti, finalmente, possono entrare nella sala del banchetto dove ci sono ormai temperature caraibiche!
Nella sala intanto, mentre tutti aspettano fuori sotto il sole cocente, si è introdotto furtivamente un signore elegante vestito con frack giallo, cilindro e bastone di cristallo. E lì ormai da almeno un'ora, volteggia e svolazza fra le tavole imbandite, fra i “zakuski” in bella mostra, sghignazza soddisfatto nell'osservare la maionese che ha assunto un colore verdognolo.
E' il batterio della salmonella. Sovrintende e partecipa, anche se non invitato, a molti pranzi nuziali. Si introduce di nascosto nelle sale quando la temperatura sale e accarezza delicatamente i cibi che emanano odori preoccupanti.
In fine, dopo aver atteso a lungo tormentati dal caldo e dall'arsura, fanno il loro ingresso nel locale gli invitati e si buttano famelici sui “zakuski” dal colore ormai indefinito. In disparte, l'uomo con il frack giallo osserva soddisfatto la scena, per lui si preannuncia una giornata di duro lavoro. Canti, balli, cibo in abbondanza, la cerimonia procede festosa, ma già qualcuno ode provenire dal basso ventre strani gorgoglii.
A notte ormai inoltrata, alle prime luci dell'alba, si ode nella città le sirene delle ambulanze. Il signore dal frac giallo porta finalmente a termine il suo lavoro. Dopo aver fatto un rapido giro negli ospedali, si allontana lentamente verso il sole che sta nascendo, con incedere elegante, con l'aspetto trasognato, malinconico ed assente.
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Re: L'uomo in frack

Messaggioda tororolo » 12 agosto 2014, 12:19

ho partecipato a un matrimonio a Chisinau, e devo dire che l'ho trovato eccessivamente sfarzoso conoscendo le possibilità economiche degli sposi, solo dopo sono venuto a sapere che il costo della cerimonia era gravato sulla madre dello sposo (vedova, emigrata in Italia) e sulla madre della sposa (divorziata, a caccia di un nuovo marito), le buste sono state interamente trattenute dai coniugi che così si sono ritrovati un bel gruzzoletto, sono rimasto sconvolto quanto ho saputo che non avevano neanche pensato alla casa, si sono infatti piazzati a casa della madre dello sposo, tanto lei è in Italia, e hanno cominciato una vita spensierata; la povera madre, con i sacrifici di emigrante, infatti aveva anche acquistato l'auto che lo sposo avrebbe dovuto ripagare emigrando a sua volta, cosa che non è avvenuta.
Finito il gruzzoletto e nata una figlia sono cominciate le telefonate e la frequenza dei contatti Skype è aumentata vertiginosamente con la povera madre emigrante costretta a fare settimanalmente un pacco con generi alimentari di ogni tipo e talvolta anche la bustina con i 100 euro non manca.
Adesso c'è una dacia, che siccome non ci andiamo mai, lo sposo vorrebbe liquidare per riscostituire il gruzzoletto....
Io, che da bravo genero, sopporto la presenza in casa mia della suocera, madre dello sposo,sto perdendo la pazienza, a prescindere dall'aspetto economico la presenza in una casa di una quinta persona mi obbliga a far dormire la più piccola nel lettone con i genitori con la conseguente perdita di privacy.
Ma questi moldavi perchè quando si sposano non pensano anche al futuro??
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Re: L'uomo in frack

Messaggioda nikita » 12 agosto 2014, 14:36

La storia che hai raccontato è abbastanza comune. Perchè farsi il mazzo quando c'è "mamica" che pensa a tutto? I giovani moldavi si sposano con molta facilità senza avere certezze economiche, senza programmare, vivono alla giornata. Anzi, al minuto!. Fin qui poco male, i problemi cominciano quando inevitabilmente arriva il primo figlio. Il 63% dei matrimoni finisce in divorzio dopo pochi anni.
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