L'ultimo pasto del condannato a morte

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L'ultimo pasto del condannato a morte

Messaggioda nikita » 26 agosto 2013, 8:12

Sicuramente il borsh è il piatto più gradito dai moldavi, è la specialità culinaria di gran lunga più consumata in Moldova. Questo minestrone in versione balcanica rappresenta per i moldavi ciò che la pasta è per noi italiani: tradizione, identità, gli anni della fanciullezza, l'odore della pentola che bolle sul fuoco, la mamma che per ore sminuzza vrdure. Il considerare un normale minestrone una prelibatezza da consumare quotidianamente sorprende non poco noi “pastasciuttari” avvezzi ad arrotolare spaghetti sin dalla nascita. Per noi “macaronari” il borsh è un normale minestrone, quindi niente di straordinario per le papille gustative, non merita l’attenzione di sopraffini gourmet quali noi ci vantiamo di essere abituati a ben altre leccornie. Si può collocare un normale minestrone in cima alle preferenze culinarie come fanno i moldavi? Sembra proprio di sì a sentir loro.
Non convinto di questa “strana preferenza” per le zuppette, ho voluto usare una strattagemma per mettere alla prova questa bizzarra predilezione, per me inspiegabile, dei moldavi per una sbobba riscaldata. Ho cercato di scardinare subdolamente la loro ormai secolare preferenza con una messa in scena che vi vado a raccontare.
Spesso viene a pranzo a casa il mio figlioccio, un giovanottone con una fame da lupo, gran divoratore di pasta ad ogni ora del giorno e della notte. Alle dieci di mattina noi italiani riusciamo a mandar giù a stento una tazzina di caffè, lui è capace di mangiare due etti di spaghetti con il tonno a quell'ora mattiniera con estrema nonchalance! Manco a dirlo, ogni volta che preannuncia il suo arrivo, preparo per lui la pasta cucinata in diversi modi, alla carbonara, con il tonno, al ragù. Il giovanotto ne va matto, ne mangia in quantità industriali, da scoppiare insomma! I spaghetti con il tonno sono di gran lunga i suoi preferiti, nella variante alla “puttanesca”, con le alici, capperi e olive.
Un giorno, mentre eravamo seduti a tavola e lui era alla prese con il solito piatto di spaghetti con il tonno, in vena di fare esperimenti, decido di tendergli una trappola, gli chiedo a bruciapelo:
- Immagina di essere nel braccio della morte e stai per essere giustiziato e ti chiedono cosa vuoi mangiare come ultimo pasto prima di morire, tu cosa chiedi?
Intuivo quale sarebbe stata la risposta, ho fatto la domanda contando sull'effetto psicologico del momento, facevo anche affidamento sul ” condizionamento visivo “ momentaneo e sul fatto che il giovane aveva davanti a sé un bel piatto di gustosi spaghetti ed era inebriato dal suo profumo. L’ esperimento si basava subdolamente sull’assunto: “ Meglio un piatto di spaghetti reali che un piatto di borsh immaginario”.
Il mio giovane figlioccio nel sentire la domanda, smette per un momento di masticare, guarda la madre, guarda me, guarda i spaghetti che aveva davanti, degludisce, e sbotta in un sorriso beato:
- Beh...senza dubbio...un bel piatto di borsh!
L'esperimento era fallito miseramente!
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