L'intervista

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L'intervista

Messaggioda nikita » 7 settembre 2016, 5:35

L'intervista dell'Ambasciatore USA in Moldova S.E. James Pettit di qualche giorno fa ha destato scalpore e reazioni più o meno sdegnate da parte dei moldavi che sperano, in un prossimo futuro, in una riunificazione con la Romania. L'Ambasciatore nell'intervista ha detto che la Moldova è un paese indipendente e sovrano e non avrebbe nessun vantaggio in una eventuale riunificazione. Ha poi precisato facendo venire il deliurium tremens a qualcuno che la Moldova non è la Romania.
Il sottoscritto, con una buona dose di sfacciataggine, venerdì scorso ha contattato la segreteria dell'Ambasciatore USA chiedendo una intervista da pubblicare nel mio blog. Le speranze in una risposta affermativa erano poche, direi inesistenti, ma con mia grande sorpresa l'Ambasciatore ha accettato di farsi intervistare, però la segretaria mi ha detto che S.E. mi concedeva solo pochi minuti. Pettit mi ha accolto nel suo ufficio fumando un sigaro Avana: nel perfetto stile americano. Durante i convenevoli S.E. mi ha detto che seguiva con intersse ogni giorno il mio blog e che mandava a Washington una copia dei miei articoli tramite valigetta diplomatica. Ha accettato di farsi intevistare da me appunto perchè mi conosceva. Accendo il registratore e comincio l'intervista
Riporto qui di seguito l'intervista integrale.

Signor Ambasciatore lei conferma le sue dichiarazioni di qualche giorno fa che hanno destato sorpresa e rabbia nei moldavi che aspirano a una riunificazione con la Romania?


No, assolutamente no, il giorno che ho rilasciato l'intervista non mi sentivo bene, ero reduce dal compleanno di Tatiana, una impiegata moldava che lavora nei nostri uffici, avevo esagerato con la vodka ed avevo anche mangiato una ventina di sarmale. Le sarmale e la vodka mi avevano scatenato un forte mal di testa, non sapevo quello che dicevo.

Quindi lei smentisce che la Moldova è un paese indipendente e sovrano e che non ha bisogno di unirsi con la Romania?

Sì, smentisco categoricamente, la Moldova ha le stesse tradizioni della Romania e parla la stessa lingua dei fratelli romeni, quindi la Moldova è Romania. Come l'Austria è Germania, tanto per fare un esempio. Quindi non capisco come mai in tutti questi anni non hanno pensato a uno stato unico sotto un unica bandiera.
Signor Ambasciatore pare che la maggioranza dei cittadini non vuole questa riunificazione, quindi Lei nella sua intervista a dato voce alla maggioranza dei moldavi?

Se l'ho fatto mi dispiace, non era mia intenzione. Ho detto che stavo male e non sapevo quello che dicevo. Le maggioranze non hanno mai deciso un bel niente, le minoranze contano. Se la minoranza moldava vuole la riunificazione ha tutto il diritto di averla mi pare.

Lei ha anche detto che la Moldova ha la sua storia che è diversa da quella romena?

Ma cosa vuole che sappia io della Moldova e la sua storia! Si figuri che quando sono arrivato per la prima volta in questo paese ero convinto di trovarmi in un arcipelago di isole coralline, avevo scambiato la Moldova con le Maldive. Io e mia moglie siamo scesi dalla scaletta dell'aereo con i bermuda e gli infradito.

Quindi Lei è praticamente un doppione del suo collega Ambasciatore a Bucarest visto che la Moldova è Romania?

Assolutamente sì, io sinceramente non capisco cosa faccio qui a Chisinau visto che gli USA hanno già un Ambasciatore a Bucarest. Mantenere un'altra Ambasciata qui a Chisinau è uno spreco di soldi! Oltretutto la cucina moldava non mi piace e qui a Chisinau non so dove andare a mangiare una bistecca alla texana.

Nell'intervista Lei ha detto anche che la Transnistria ha bisogno di uno status speciale?

Guardi le confesso che quando l'intervistatore mi ha parlato della Transnistria avevo capito che la Transnistria era un transessuale di nome Nistria. Io essendo di idee democratiche e liberali auspicavo per i transessuali uno status normale, cioè che avesse gli stessi diritti di tutti i cittadini. Solo dopo l'intervista qualcuno mi ha detto che la Transnistria era un territorio irredento aldilà del fiume Nistru.

Lei sa che tutti gli intellettuali moldavi pro Romania hanno chiesto di dichiararla persona non grata?

Le confesso che spero che mi caccino via, ho un ranch in California e spero di tornarci al più presto. Soffro di reamatismi e il clima moldavo non mi fa bene. Oltretutto l'altro giorno a una cerimonia ufficiale ho mangiato il solito antipasto con la maionese, probabilmente avariata, sono stato tre giorni seduto sul water.

Ascoltando quello che dice Lei ora sembra quasi che l'abbia fatto apposta nel dire quelle cose qualche giorno fa?

Non ho ricevuto risposta a questa ultima domanda. L'intervista è finita, spengo il registratore, S.E. Pettit si alza e mi saluta. Mentre uscivo noto un sorriso beffardo sul suo viso.
Per tutta la strada del ritorno mi sono domandato cosa mai significasse quel ghigno beffardo.
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