L'albero di Mihai

Moderatore: Nikita

L'albero di Mihai

Messaggioda nikita » 28 gennaio 2016, 7:08

In un piccolo villaggio sperduto della Moldova, Carpineni, la maestra ha chiesto ai suoi scolari di disegnare l'albero genealogico della propria famiglia e scrivere un compitino a commento del disegno. Una volta eseguito il lavoro la maestra ha chiesto ai bambini di presentare ai compagni il compito. I bambini a turno si sono alzati per illustrare il lavoro svolto e rispondere alle domande della maestra.
Quando è arrivato il turno di Mihai, il bambino si è alzato in piedi ed ha fatto la presentazione del suo “albero” con una semplice frase: “Io sono dal distretto di Cimislia, villaggio di Topala, sul tronco del mio albero c’è scritto: Non ho madre, non ho padre e su uno dei rami c’è scritto il nome di mio fratello Igor”.


Nella classe è calato il silenzio, i bambini si guardavano senza capire perché il compito di Mihai fosse così breve. In quel momento Mihai ha abbassato la testa e ha detto: “Da me non viene nessuno… nessuno mi prende e mi porta a casa… “. Anche la maestra era rimasta senza parole sopraffatta dallo sconforto. Era chiaro a tutti che l'albero di Mihai non aveva radici, qualcuno in questi anni aveva provveduto a tagliarle con una politica dissennata e priva di prospettive. Quell'albero aveva i rami secchi e non bastava tutta l'acqua di questo mondo per farli rifiorire.
La storia di Mihai è molto diffusa in Moldova, si calcola che circa centomila bambini sono “orfani bianchi” cioè con padre e madri ancora viventi ma praticamente assenti perché costretti a emigrare. I figli restano soli o nel migliore dei casi accuditi dai nonni. La conseguenza di questa massiccia emigrazione è lo spopolamento dei villaggi dove sopravvivono soli e abbandonati pochi vecchi falcidiati dalle malattie e denutrizione. Nei villaggi, parlo di quelli particolarmente isolati, è in atto una strage silenziosa, una drammatica selezione naturale, una eutanasia strisciante. Una vergogna per un paese che ambisce a entrare nel novero dei paesi dell'UE!
Un vecchio che vive in un villaggio e ha più di ottant'anni è visto come una eccezione, un superman, un miracolato. Secondo l'OMS, l'età media di sopravvivenza in Moldova è di 69 anni, tanto per avere un idea: in Italia l'età media di sopravvivenza è di 83 anni. La popolazione rurale ha una età media di 60-70 anni, i giovani che per un qualsiasi motivo non sono riusciti a migrare in Russia o in occidente si contano sulla punta delle dita. In alcuni villaggi trovare un ventenne è come trovare la pietra filosofale del mitico Harry Potter!
Nei villaggi il 50% delle case sono disabitate o abitate da anziani, i migranti tornano una o due volte l'anno per il giorno dei morti sperando di trovare i propri genitori ancora vivi e non sepolti nei cimiteri. A Nisteni, nella provincia di Rezina, tanto per fare un esempio, i due ultimi abitanti se ne sono andati due anni fa, il villaggio esiste solo sulla carta. A tutt'oggi circa quaranta villaggi sono completamente spopolati, altri cinquanta hanno meno di 40 abitanti. Quest'anno sono state chiuse diverse scuole, in dieci anni sono andati via 9.000 bambini emigrati con i loro genitori. Gli insegnanti non si trovano preferiscono emigrare in Italia a fare le badanti piuttosto che avere un salario da fame.
I migranti che vogliono un giorno di tornare in patria che si sbrighino, stando alle previsioni di eminenti sociologi si calcola che fra venti anni la Moldova sarà una landa desolata popolata da pochi “superstiti”.
Avatar utente
nikita
Site Admin
 
Messaggi: 441
Iscritto il: 4 febbraio 2013, 17:34

Torna a Il Diario di Nikita












Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 27 ospiti


Zenisator
cron