Il traviato

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Il traviato

Messaggioda nikita » 8 dicembre 2013, 9:30

Ieri ho assistito alla TV all'opera di G. Verdi "La Traviata". Musica splendida che ha dato lustro alla cultura italiana nel mondo, quella cultura che inorgoglisce noi figli del bel paese che viviamo all'estero. Per questo, abbiamo tutti un debito di riconoscenza per le grandi figure del passato: musicisti, poeti, letterati, pittori, scultori.
Mentre assistevo all'opera, riflettevo sulla storia di Violetta e Alfredo, ho cercato con la mia fantasia di fare un parallelo con le vicenda di Violetta e la mia personale: la storia della cortigiana che in nome dell'amore cambia vita. A pensarci bene non è poi la mia vicenda? Io non ero certo un cortigiano, ma un infelice vittima di un matrimonio sbagliato sì. Desideroso più di ogni altra cosa di cambiar vita. Non è poi la sintesi di molti italiani che vivono in Moldova seppur a ruoli invertiti? Non hanno trovato in questa terra la speranza di una vita più serena e felice con una nuova compagna o moglie?
Come Violetta abbiamo trovato l'amore dopo una vita triste e infelice. Giorgio Germont, il padre ingombrante di Alfredo che si oppone alla storia d'amore, non impersona le difficoltà oggettive, i pregiudizi, con le quali abbiamo dovuto lottare per sposare la donna di un altro paese e di un'altra cultura?
Alla fine Violetta muore consumata dalla tisi fra le braccia di Alfredo.
Un finale tragico che vorremmo tutti evitare, la mia fantasia non arriva a tanto.
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