Il senso dei moldavi per le feste

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Il senso dei moldavi per le feste

Messaggioda nikita » 2 marzo 2017, 5:39

Il 23 febbraio è stata la festa in Moldova dell'armata sovietica, una sorta di festa dei maschietti o del papà che in Italia si festeggia il 19 marzo. Ieri, 24 febbraio, è stata la festa del “dragobete”, una festa degli innamorati in salsa romena. Poi ci sarà l'8 marzo, la festa della donna, e via di seguito, una lunga e inesauribile serie di celebrazioni, anniversari e ricorrenze da fare invidia ai paesi più ricchi. Senza contare le feste religiose e quelle comandate dal calendario come compleanni, onomastici e via discorrendo.
E' difficile, se non impossibile, trovare in Moldova una settimana senza una data da festeggiare. A tutto questo bisogna aggiungere la chicca tutta moldava di seguire due calendari con feste celebrate due volte in omaggio a Guilio Cesare, il “vecchio” calendario e quello “nuovo” di Papa Gregorio XIII. Non c'è che dire, sotto questo aspetto i moldavi sono stati baciati dalla fortuna!
Il 23 febbraio scorso ho ricevuto un paio di telefonate il mattino presto...”Pasdravlaiu Nicola!” mi hanno augurato, erano i soliti “moldavi per caso”, gli irrudicibili, i nostalgici che non si rassegnano e hanno qualche problema a leggere l'anno sul calendario.
Qualche anno fa non capivo il motivo di quei auguri, la prima volta chiesi a mia moglie spiegazioni: - E' la festa dell'armata sovietica! - mi rispose lei come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Non capivo cosa mai avevo io a che fare con questa festa tipica dei sovietici e sinceramente mi sfuggiva anche il motivo per cui i moldavi la ricordavano. Io ho fatto il servizio militare, come tutti i miei pari età, non con l'armata sovietica, considerata all'epoca il nemico da combattere, ma con l'esercito italiano. I sovietici erano considerati a quei tempi i nemici brutti e cattivi che mettevano a repentaglio il nostro benessere occidentale. Nulla in contrario comunque a solidarizzare con gli amici moldavi, sono passati molti anni e la guerra fredda è finita da un pezzo ma ho qualche problema a trangugiare bevande alcoliche per il solo gusto di alzare il gomito fino al deliquio, preferisco l'indigestione alla sbornia.
Ma i moldavi sono davvero così legati a queste feste sovietiche? Mah, non credo proprio, ma sono molto legati all'idea di festeggiare con una bella bevuta. Le feste dei sovietici, dei marziani, degli esquimesi, contano poco in fin dei conti, l'importante è brindare alla salute di qualcosa! Conosco un moldavo che brinda alla salute di Vladimir Ulianov detto Lenin il giorno della suo compleanno il 22 aprile!
Nei giorni di festa abitualmente si telefona al “amicul de pahar” o al “cumetru” per incontrarsi e farsi qualche cicchetto, se poi c'è anche qualche placinta da mangiare meglio, ma non è una condizione necessaria. Dagli “appartamenti serie 143” e dalle “krushovke” di quei casermoni tetri e bui si odono i vari...noroc!... budi zdorov!...di gente felice che cerca di dimenticare le preoccupazioni giornaliere. Il protagonista di questi convivi è sempre lui, il vino, per i più raffinati la vodca o il cognac. Alla fine della serata molti stenteranno a ricordare cosa hanno festeggiato. Ma che importa?
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