Il muro di Renato

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Il muro di Renato

Messaggioda nikita » 17 ottobre 2014, 14:56

Di muri è piena la storia dell’umanità, il più famoso è senza dubbio quello cinese. Cominciarono i cinesi più di duemila anni fa nel costruire un’opera ciclopica lunga diverse migliaia di chilometri per contenere le invasioni dei nemici. I mongoli invasero lo stesso la Cina e l’opera servì a poco. Qualche migliaio di anni dopo, esattamente nel !961, i tedeschi dell’est costruirono un altro muro, più piccolo di quello cinese, sempre per impedire le invasioni di nemici, nella fattispecie i capitalisti occidentali. Anche questo muro servì a poco, i capitalisti invasero la DDR nel 1989 e il muro in questione fu abbattuto a picconate.
Anche in Moldova c’è qualcuno che vuole costruire un muro, è il giovani milionario Renato Usatii, lo ha dichiarato in una intervista TV. I milionari, come tutti sanno, si annoiano, non sanno come ammazzare il tempo, cercano una via d’uscita alla loro vita dissoluta piena di agi e cercano emozioni che solo la politica può dare. Il milionario in questione, se qualcuno non lo sapesse, si presenterà alle prossime elezioni di Novembre ed ha fondato addirittura un nuovo partito. Il facoltoso moldavo non si poteva sottrarre a questa malattia che prima o poi colpisce tutti i ricchi sfondati. In questo clima pre elettorale, le TV e i giornali moldavi sono pieni di annunci di leader di partito del tipo “Daremo lavoro e ottimi salari a tutti”, il giovane milionario promette molto meno in fondo: la costruzione di un muro.
Mancava però nel panorama mondiale dei ricchi prestati alla politica l’idea originale, l’invenzione strabiliante. L’ha avuta il nostro Renato con la costruzione di un muro. L’opera si dovrebbe estendere per tutto il confine con la Romania, a ridosso del fiume Prut.
Non si capisce bene però l’utilità dell’opera, a che serve. Vuole impedire la migrazione dei moldavi verso la “tzara mama”? Vuole limitare l’ingresso dei romeni in Moldova? Due ipotesi davvero strampalate! Ma allora a cosa servirebbe il muro?
Nell’intervista il milionario precisa che il muro dovrebbe contenere al suo interno negozi, bar, ristoranti. Ed è proprio in questa idea straordinaria che viene fuori il senso degli affari del nostro Usatii! Politica sì, ma senza perdere di vista gli affari. In questo noi italiani siamo specialisti, abbiamo consentito a suon di voti ad un milionario, non più giovane a dire il vero, di abbinare la politica a gli affari. Il milionario italiano, una volta al governo, si è dedicato non solo a curare i suoi affari ma anche a organizzare festicciole con donnine allegre dove lui era “l’utilizzatore finale”, una chicca semantica degna di un membro dell’Accademia della Crusca.
Ma tornando al nostro milionario moldavo, non avrà certo problemi a trovare manovalanza per la costruzione dell’opera, molti volontari non vedono l’ora di portare cemento e mattoni per erigere il muro. Ma è anche vero altresì che altri, forse in numero più modesto, considereranno l’opera una sorta di “muro del pianto” dove andare a sfogare le loro mancate aspirazioni.

In un caso o nell’altro, come sempre, i muri servono per dividere, mai per unire. La Moldova, più che di muri, ha bisogno di ponti.
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