Il fiume

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Il fiume

Messaggioda nikita » 1 giugno 2016, 5:29

Sui media moldavi in questi giorni ci sono le solite notizie di arresti per corruzione. I protagonisti sono sempre loro: poliziotti, giudici, medici, politici, impiegati statali. Un paio di funzionari comunali sono stati arrestati perchè intascavano mazzette per concedere autorizzazioni a costruire palazzoni in spazi verdi destinati ai giochi per bambini. Sono stati beccati con le dita nella marmellata, o meglio, con le mani nella bustarella da telecamere nascoste nei loro uffici. Questi signori, si fa per dire, con salari di 4-500 euro al mese vivono in ville principesche di diversi centinaia di migliaia di euro e sono proprietari di terreni e auto di lusso. Niente di nuovo, penserà qualcuno, sotto il cielo plumbeo di Chisinau!
In Moldova la corruzione è una malattia endemica che colpisce la società a tutti i livelli, non c'è ufficio pubblico dove la mazzetta, la “spaga”, non regni sovrana! La bustarella sottobanco per rimpinguare magri salari è pratica diffusa, quasi diventata una necessità che ormai non fa più notizia, una sorta di livellatore sociale che pone tutti sullo stesso piano, dalla cuoca degli asili nido all'oscuro funzionario comunale. Solo che la cuoca si accontenta di 100 lei, pochi euro, mentre i funzionari comunali mandano i figli a studiare in prestigiose università all'estero e vivono in ville faraoniche nascoste da alte mura di cinta.
Ma l'interrogativo che si pone è il seguente: se l'economia moldava è allo stremo e la gente non sa dove sbattere la testa per mettere insieme il pranzo con la cena, da dove vengono i denari per pagare le mazzette?
Per rispondere alla domanda non bisogna essere economisti eccelsi, basta osservare la gente che si accalca ogni fine mese alle “casa de schimb”, i chioschi di cambiavalute, per rendersi conto che è quella la fonte dove tutti si abbeverano. E' la prova incontrovertibile che l'asfittica economia nazionale si regge sulle rimesse dei migranti, senza il flusso ininterrotto di valuta pregiata che i lavoratori moldavi sparsi nel mondo inviano ai parenti rimasti in patria il paese sarebbe alla bancarotta.
Dalle “case de schimb” nasce un fiume di denaro che ogni mese “sfocia” nel paese delle dolci colline, ma che raramente va ad alimentare i pozzi prosciugati e inquinati dei villaggi, confluisce nelle piscine riscaldate di oligarchi dai ventri obesi e le mani sudate. Un fiume gonfio di valuta che nasce sui monti europei ma che, a causa della recessione, ha diminuito la sua portata fino a divenire poco più che un ruscello. Basterà un ruscello a dissetare le bocche riarse dei moldavi?
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