Il criceto di Floricica

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Il criceto di Floricica

Messaggioda nikita » 16 febbraio 2015, 15:30

Vasile era in pensione da un paio d’anni, conduceva vita ritirata nella sua casetta a pochi chilometri da Chisinau. Sua moglie, Irina, era morta l’anno prima di un male incurabile, l’unica figlia, Ludmila, si era trasferita con il marito a Bucarest. Vasile era rimasto solo nella sua casa di campagna, gli teneva compagnia Rex, un grosso cane meticcio.
Vasile aveva stretto amicizia con la vicina di casa Floricica, vedova anch’essa non da molto, il marito era morto in un incidente automobilistico. Floricica viveva in una villetta con un piccolo giardino che confinava con quello di Vasile. I due condividevano la stessa passione per l’orto, gli animali e le piante ornamentali.
Floricica aveva da qualche anno un piccolo criceto che chiamava affettuosamente Mitica, d’estate lo teneva in una gabbietta su una sedia appoggiata al muretto che delimitava i due giardini. I due pensionati avevano trovato nella compagnia degli animali un motivo per seguitare a vivere, riversavano su di loro tutto l’affetto che erano capaci di dare. Vasile giocava spesso con il suo cane Rex e Floricica trascorreva ore a lavare, pettinare e profumare il suo criceto e gioiva nel vedere Mitica che si arrampicava freneticamente sulla scaletta che aveva messo all’interno della gabbia. Vasile e Floricica allevavano e coccolava i loro amici animali come figlioli.
Tutto filava liscio fino a quando, un bel giorno, anzi, un brutto giorno, Vasile vide Rex stranamente inquieto, giocava con qualcosa che aveva fra le zampe.
- Cosa c’è Rex? Cosa stai mangiando?
Vasile si avvicinò, lo spostò da parte, e vide quello che non avrebbe mai immaginato di vedere: un batuffolo di fango con un paio di occhietti. Era Mitica, il criceto di Floricica, giaceva morto in uno stato pietoso, ridotto in una palla di fango senza vita.
- Oddio! Cos’hai fatto! – Vasile cacciò un urlo agghiacciante mettendosi le mani nei capelli.
Corse fuori in preda al panico, guardò nel giardino di Floricica e vide la gabbia del criceto aperta e desolatamente vuota. Rientrò in casa e rivolto a Rex disse con la voce rotta dal pianto:
- Hai ammazzato quel povero Mitica, Floricica ne morirà! Oddio come faremo!!!
Vasile era veramente addolorato, si sentiva in colpa per quello che aveva fatto il suo cane, non riusciva a pensare al momento in cui avrebbe dovuto comunicare la ferale notizia alla vicina. Con il cuore in gola pensò a come rimediare. Pensò a lungo a tutte le possibili soluzioni, fino a quando si fece strada nella sua mente un’idea che gli sembrò la più praticabile.
Prese quel povero corpicino ormai senza vita, lo lavò per bene, lo asciugò, lo pettinò, corse fuori, infilò nella gabbietta il corpicino senza vita e la richiuse. Vasile andò a dormire con il rimorso che lo tormentava ma certo di aver trovato la soluzione giusta.
La mattina presto fu svegliato da uno strano trambusto, scostò le tendine della finestra che dava sul cortile e vide due infermieri che caricavano Floricica tutta scarmigliata con gli occhi stranamente fissi e spalancati su un’ambulanza. Non l’aveva mai vista in quello stato, sembrava avesse visto il diavolo in persona!.
Floricica si era dimenticata di dire a Vasile che il suo criceto era morto due giorni prima e l’aveva seppellito in giardino.
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