Il calcio negli stinchi

Moderatore: Nikita

Il calcio negli stinchi

Messaggioda nikita » 1 agosto 2016, 5:53

In Moldova ci sono usi e costumi considerati “strani” da noi italiani. Sarebbe troppo lungo e tedioso star qui a fare l’elenco delle cosiddette “stranezze”, mi limito solo a citarne una: i moldavi considerano il ciucciarsi le dita a tavola una volgarità, un segno di maleducazione, un gesto greve, forse uno dei più riprovevoli. Forse hanno ragione, a pensarci bene non è poi così fine leccarsi le dita davanti ai commensali, però, dai, non al punto di suscitare reazioni schifate!
Spesso mi capita di ciucciarmi le dita a tavola, specialmente dopo aver mangiato il pollo per esempio, è più forte di me, non posso farci niente, è un bisogno irrefrenabile. Mi abbandono spesso nella “ciucciata da cinque”, delle cinque dita, è un rito, raggiungo vette celestiali dal piacere che mi procura, una vera e propria scarica di serotonina che si versa nel sangue! Lo confesso, non resisto alla vista delle dita sporche di sugo! La mia adorata consorte, quando siamo tete-a-tete, non manca di lanciarmi la solita occhiataccia di rimprovero e mi sibila:

– Nicola, ti prego!

Quando siamo ospiti a cena da amici alla solita occhiataccia si aggiunge un calcio negli stinchi sotto la tavola, il mio “uhm” di dolore mette spesso in apprensione la cuoca padrona di casa:

– Non ti piace Nicola?

– No … no … è buonissimo grazie! – rispondo mentre mi massaggio lo stinco martoriato.

Nell’era del finger food, il ciucciarsi le dita io credo sia non lecito ma addirittura obbligatorio. Immaginate un buffet con salsiccette, stuzzichini al formaggio, ali di pollo, involtini, da afferrare inevitabilmente con le mani e non potersi ciucciare le dita unte di sugo. Una tortura! Un dolore insopportabile sprecare quella patina d’olio che avvolge l’ala di pollo!
Se proprio vogliamo parlare del comportamento a tavola dei moldavi sono molte le abitudini che irritano noi italiani, ne cito solo una a caso, una “stranezza” che mi fa venire il delirium tremens solo a pensarci: il mescolare nello stesso piatto diversi alimenti dal sapore e consistenza diversi, che so, le lasagne appena sfornate con il pesce affumicato servito come antipasto un’ora prima. Ho fatto notare la cosa a amici moldavi, mi è stato risposto testualmente: “Perché nello stomaco non si mescolano?”. I moldavi, com’è ormai noto, non attribuiscono molta importanza a quelle piccole strutture ricettive situate all’interno della bocca che vanno sotto il nome di papille gustative.
Ho smesso da un decennio di meravigliarmi di queste “stramberie”, le trovo strane ma non al punto di mettermi a fare il professorino e a distribuire rimbrotti a destra e a manca. Ogni paese ha le sue abitudini e tradizioni, quello che per noi italiani è un comportamento fine e raffinato non lo è per i moldavi. E viceversa.
Al prossimo convivio con i moldavi mi ciuccerò le dita come al solito, sono certo che qualcuno disapproverà. Ma non è questo che mi preoccupa. L’unica cosa che temo è il calcio negli stinchi di mia moglie sotto la tavola!
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