Il borsh

Moderatore: Nikita

Il borsh

Messaggioda nikita » 6 aprile 2013, 8:18

Il borsh è di gran lunga la specialità culinaria più diffusa in Moldova, è un po’ come la pasta in Italia, per i moldavi è il pasto di tutti i giorni, il piatto più gradito in assoluto. L’odore del borsh per i moldavi è l’odore di casa, è la specialità culinaria che supera la mera tradizione per sfociare nella cultura, nell'identità nazionale.
Esistono diverse varianti del borsh, infinite quanti sono i gusti e le abitudini di ognuno, le diverse varianti sono influenzate anche dall’etnia, per esempio il borsh russo è diverso da quello moldavo o ucraino. Di solito l’ingrediente principale da anche il nome al borh: di verza e riso, di “sfecla” (bietola rossa), “cu fasole” ( con fagioli), con carne ( pollo, maiale, vitello).
Il borsh è una via di mezzo tra il minestrone e il brodo di carne: verdure e carne bollite insieme con erbe aromatiche, una sorta di piatto unico in versione slava, molto diffuso in tutto l’est europeo ed oltre. Viene chiamato in diversi modi a seconda l’idioma locale ma, alla fin fine, si tratta sempre della solita zuppa.
Si può dire che l’unico mare che bagna la Moldova è il… Mare di Borsh! Non esiste frigorifero moldavo che non contenga al suo interno un pentolone con il borsh sempre pronto alla bisogna!
La casalinga moldava ama cucinare con la legge dei quattro giorni, prepara un bel pentolone di zuppa per quattro giorni che ripone nel frigorifero. Tira fuori la pentola ad ogni pasto: un mestolo a persona, un pezzetto di carne, una riscaldata e… hopplà, il pranzo è servito!
Quando la casalinga moldava dopo i fatidici quattro giorni vede il fondo del pentolone, ricomincia il ciclo: preparazione, conservazione in frigo, un mestolo a persona…e via così.
Quando il moldavo torna a casa la sera dopo il lavoro sa che inevitabilmente, immancabilmente, troverà un piatto di borsh caldo che l’attende. Nelle cucine moldave illuminate da una fioca luce di lampadina andrà in onda la solita scena, il solito rituale: la moglie che apre il frigorifero per tirar fuori la pentola, il mestolo che affonda nella broda…uno…due volte...tanti mestoli quanti sono i commensali, il pentolino che si scalda sul fuoco, il marito che nell’attesa affetta il pane. Il pane è ingrediente necessario per accompagnare il borsh, inpensabile mangiarlo senza “felie de piine”, la fetta di pane. Diventa così un pasto completo: verdure, pane, carne.
A tavola i commensali sono pronti per l’impresa quotidiana, si accingono alla pesca miracolosa, alla ricerca del pezzetto di carne che sanno di trovare nelle acque profonde e limacciose del mare di broda. I commensali afferrano il cucchiaio come un pittore afferra il pennello, prendono qualche piccola cucchiaiata di zuppa fumante, non vogliono arrivare subito alla fine, sfiorano appena la superficie piatta del liquido fumante come il pittore sfiora la tela. Prendono piccole quantità di brodo accompagnandole con un boccone di pane, accarezzano la placida superficie stando ben attenti a non urtare il pezzetto di carne che si trova sul fondo, non vogliono sciupare da subito la sorpresa finale.
Nella cucina si odono gorgoglii, sciabordii, come i rumori dei remi di una barca che naviga sulle acque placide di un lago. I commensali risucchiano avidamente la parte liquida per portare allo scoperto, in secca, il pezzettino di carne che giace da qualche parte nel fondo del piatto, nascosto fra le verdure.
Finalmente, dopo qualche minuto, ecco apparire il pezzetto di carne! Un lampo di soddisfazione appare negli occhi dei presenti, si fermano un attimo stupefatti per contemplare il pezzettino di carne che giace solitario nel fondo del piatto. Provano tutti un'intensa emozione, alla luce fioca di quella cucina, come ogni sera, da tempo immemorabile, si ripete il prodigio dell’apparizione della carne! Si commuovono i commensali, si guardano negli occhi rassicurati e soddisfatti, anche quella sera il miracolo si è ripetuto!
Tutti i commensali, ormai satolli e appagati, mangiucchiano svogliatamente quel solitario pezzettino di carne, sono commossi fino alle lacrime, certi che il giorno dopo, il prodigio si ripeterà.
Avatar utente
nikita
Site Admin
 
Messaggi: 441
Iscritto il: 4 febbraio 2013, 17:34

Torna a Il Diario di Nikita












Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 36 ospiti


Zenisator
cron