Il battesimo

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Il battesimo

Messaggioda nikita » 6 aprile 2014, 5:40

Il battesimo ortodosso è diverso da quello cattolico, diverso nel rituale e nei suoi passaggi tradizionali. Ad esempio, il battesimo moldavo, a differenza di quello italiano, può essere anche multiplo, in quello a cui ho assistito io, i battezzandi erano tredici. I neonati erano dodici, in più c’era un ragazzone di dodici anni, il mio figlioccio. Vado a fare una cronistoria della giornata.
Appuntamento davanti alla chiesa per una decina di invitati tra “kriostnie” e parenti vari. Solite foto di rito prima della cerimonia. Entriamo in uno stanzone disadorno attiguo alla chiesa. Tutti ammassati in questo locale come sardine in un barile: i tredici battezzandi e 70-80 parenti. Un caldo infernale, un vociare assordante. Riuscite a immaginate dodici neonati che piangono tutti insieme? Con mia grande sorpresa le madri dei battezzandi restano fuori, alla mia domanda incuriosita sul perché di tale decisione, mi viene risposto che le madri non possono entrare perché impure.
Al centro di questo stanzone torreggiava il pope, un omaccione vestito di nero dallo sguardo cinerino, dalla folta barba e il piglio deciso che, con voce baritonale, salmodiava in russo alternando, di tanto in tanto, in romeno. Le madrine, figure importantissime nel battesimo ortodosso, cominciarono a spogliare i bambini su dei tavolacci. I bimbi, dal canto loro, forse intuendo la giornataccia che li aspettava, piangevano disperatamente. Sarà la colonna sonora di tutta la cerimonia.
Le madrine si agitavano intorno a quei bambini piangenti con un’aria fra l’addolorato e il compassionevole, il mio figlioccio tredicenne si mise in mutande con visibile imbarazzo. In quel giorno la famiglia del ragazzo battezzava anche il fratellino di pochi mesi, come dire: due battesimi al prezzo di uno!
Il pope, incurante del frastuono assordante, recitava le formule di rito cercando di superare i decibel del pianto delle povere creature. Nessuno lo ascoltava perché tutti impegnati a calmare in qualche modo i bimbi piangenti. Scorgo al centro della sala un grande contenitore con l’acqua, una specie di vasca da bagno dove, presumo, sarà immerso il mio giovane figlioccio.
Mia moglie, nel ruolo di madrina, impugnava assorta e contrita una candela accesa come tutte le madrine presenti. A questo punto il pope con voce tonante intima a tutti di scacciare il diavolo. Tutti girano la testa sulla spalla sinistra e sputacchiano tre volte: è il segno caratteristico per scacciare il malocchio. Il diavolo, sconfitto, si ritira mestamente! Il bene ha trionfato anche questa volta sul male!
A questo punto della cerimonia, i bambini ormai allo stremo, guardarono terrorizzati il pope, le povere creature intuiscono che il pericolo immediato può arrivare solo da quell’omone vestito di nero. Il pope, sempre con la sua voce baritonale monocorde, saltellava da un angolo all’altro della sala recitando la formula di rito.
Avverto che il celebrante, di tanto in tanto, chiama per nome i battezzanti, non li ricorda tutti ovviamente, sono ben tredici, per questo sbircia di sottecchi un elenco che si è preparato prima. Il culmine del parossismo si raggiunge quando il “parinte”, rispettando la tradizione, si avvicina a quelle povere creature con una forbice in mano, il cerimoniale ortodosso prevede, infatti, che il pope tagli una ciocca di capelli dei battezzandi e la bruci alla fiamma di una candela che le madrine tengono in mano da una mezz'oretta. I bambini, già stremati e terrorizzati, vedono questo omone nero che si avvicina con piglio minaccioso … con un’arma in pugno! Urla strazianti a più non posso! La sala ormai si è trasformata in una bolgia infernale. I poveri bimbi, ormai cianotici per il tanto urlare, cercano disperatamente i volti rassicuranti delle madri che, ahimè, non ci sono. Le madri, scacciate dalla sala perché impure, facevano capolino dalle finestre, udendo impotenti i pianti disperati dei propri figlioli. Ma il peggio doveva ancora arrivare!
Il culmine della cerimonia si raggiunge quando il pope strappa letteralmente dalle mani caritatevoli delle madrine quei corpicini ignudi e piangenti e li immerge nella tinozza chiamandoli per nome, non prima di aver controllato disperatamente l’elenco accartocciato che teneva in una mano. Il pope sa che non può battezzare Vasile al posto di Gheorghe. Non può ingannare così Domnezeu!
Arriva finalmente il turno del mio figlioccio di tredici anni che, in mutande, aspetta da ore. Viene afferrato sbrigativamente per un braccio e sprofondato per tre volte nella vasca. Alla terza immersione ho pensato seriamente che stesse per affogare. Boccheggiava visibilmente il mio figlioccio, i suoi rantoli mi straziavano il cuore. Poi, con mio grande sollievo, vidi che era riuscito a salvarsi e a guadagnare … la riva!
A questo punto della cerimonia entrano le madri. Con aria contrita si riuniscono al centro della sala formando un cerchio. Il pope le avvolge in una specie di mantello ed inveisce con voce tonante contro di loro per scacciare il diavolo. Perché quelle povere donne siano possedute dal diavolo rimane un mistero!
Ci trasferimmo finalmente tutti in chiesa per cominciare la parte della cerimonia più interessante. Il pope prese in braccio i bambini ad uno ad uno e girò per tre volte intorno all’altare. Le sue preghiere stentoree risuonarono in quel sacro luogo fra le icone secolari. I bambini, ormai stravolti da quella immane sofferenza, vennero restituiti alle povere madri felicissime di aver portato a termine la cerimonia e di… aver salvato la pelle dei loro figlioli!
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