Gli irriducibili

Moderatore: Nikita

Gli irriducibili

Messaggioda nikita » 19 maggio 2014, 5:52

Sono stato invitato diverse volte a pranzo da amici “russi”, le virgolette sono facoltative. I “russi” sono molto ospitali, vado sempre molto volentieri.
Non sono mai stato in Russia, ma la cosa non mi angustia, quando vado a casa di questi amici è come fare un viaggio nell'ex URSS. Il loro appartamento è un lembo di territorio della vecchia madre Russia come le navi da crociera o le ambasciate. Il fatto di essere nati e cresciuti in una “krusciovca” nel quartiere Botanica di Chisinau per loro è dettaglio senza importanza. Esibiscono con orgoglio il vecchio passaporto sovietico dove c'è scritto “cittadino russo”. Parlano solo russo, mangiano russo ed hanno la TV sempre sintonizzata sul primo canale russo. Nella loro casa si ascolta solo musica russa, Alla Pugacieva e Nicolai Boskov imperversano, Zianaida Julia e Nicolae Botgros non sanno nemmeno chi sono. Una volta ho detto loro che mi piaceva la musica popolare moldava, mi hanno guardato come un alieno appena sbarcato da una navicella spaziale.
Quando vado da loro, per almeno un paio d'ore, faccio un bel viaggio nella terra degli zar senza procurarmi il visto e senza spendere soldi. Il menù è sempre rigorosamente russo e la vodca scorre a fiumi, sulla loro tavola le sarmale non le ho mai viste. Io non parlo russo, conosco abbastanza bene il romeno, loro, ovviamente, non dicono una parola nella lingua di stato nemmeno sotto tortura. Non hanno mai imparato la lingua dei “fratzi” e lo sottolineano con orgoglio ad ogni occasione. Quando siamo a tavola mia moglie è costretta fare la traduttrice simultanea per tutto il tempo.
La loro conversazione è imperniata quasi sempre sulla bella vita del Konsomol, delle gite a Cebanovka con il camion del Kolkoz e quando andavano a passare le acque a Turkavez. Per questi amici ventidue anni sono passati invano, io non mi azzardo a disilluderli, non ci provo nemmeno a dir loro che l'URSS non c'è più dal 1992. In fondo, mi fanno tenerezza questi “irriducibili”, sono come dei bambini che hanno perso la madre.
Un doloroso lutto che dura da ventidue anni.
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