Eroi e cialtroni

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Eroi e cialtroni

Messaggioda nikita » 11 luglio 2016, 18:17

Ieri l'altro, il 2 Luglio, hanno commemorato a Chisinau l'anniversario della morte di Stefano Cel Mare. Il grande eroe moldavo è morto a Suceava il 2 luglio 1504 e seppellito nel monastero di Putna da lui costruito. Il corpo fu poi trafugato dai turchi, solo in tempi recenti la salma è sta riportata nel luogo della sepoltura. Una statua dell'eroe è stata eretta nel 1928 nella piazza centrale di Chisinau.
Due giorni fa personaggi politici di vario orientamento politico hanno deposto fiori alla base della statua. Le delegazioni seguono un orario prestabilito per non ritrovarsi ai piedi della statua tutti insieme, per non creare ingorghi imbarazzanti. Ad ogni ricorrenza una processione di politici rendono omaggio alla statua con doni floreali, tutti cercano di accreditarsi come i veri eredi del grande eroe, ognuno lo tira per la giacca, anzi, per l'armatura, per propri fini!
L'eroe di Borzesti assiste annoiato dall'alto della sua postazione a queste manifestazioni ipocrite, non ne può più di questi politici cialtroni strappati ai lavori nei campi che pensano come fare per arraffare mazzette fregandosene della povera gente. Ai suoi tempi la Moldova se la passava molto meglio e lui era portato in palma di mano anche dal Papa dell'epoca Sisto IV che lo ricompensò per aver sconfitto i turchi con il titolo di “atleta di Cristo”. La Moldova ai tempi di Stefan era uno stato florido e rispettato da tutti, sconfiggeva in battaglia i nemici e il suo condottiero costruì a imperitura memoria 44 chiese e monasteri per ogni battaglia vinta.
Le origini dell'eroe non sono molto chiare, pare sia stato concepito da suo padre Bogdan durante una sosta a casa di un'accogliente vedova in quel di Borzesti. In cambio della notte d'amore Bogdan donò alla donna un anello d'oro con la sua effige. Da quei sacri lombi e dal ventre plebeo di quella vedova nacque colui che avrebbe dato lustro al Principato della Moldova. La fanciullezza di Stefan non fu delle migliori, pare sia stato incolpato a dieci anni di aver ucciso un coetaneo; la madre, l'inconsolabile vedeva, quando si trovò davanti al re Bogdan per difendere il figlio accusato dell'efferato delitto tirò fuori l'anello dono del re per l'indimenticabile notte d'amore. Il re, dotato di buona memoria nonostante erano passati dieci anni, riconobbe suo figlio e lo fece vivere a corte fino a che, un bel giorno, ereditò il suo trono. Governò per 47 anni Stefan e morì ormai vecchio devastato dalla gotta e da una vecchia ferita al piede. Chiamò a corte anche guaritori italiani dell'epoca ma nessuno di loro riuscì a guarirlo.
Sembra una favola come un po' tutto ciò che riguarda la Moldova, ma pare sia andata proprio così. Come si evince da queste poche note nel passato di questo travagliato paese non mancano eroi che hanno scritto pagine di storia esaltanti. Nulla a che vedere con personaggi che hanno governato la martoriata Moldova in questi ultimi anni animati da un unico obiettivo: arricchire alle spalle della povera gente.
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