Boschetari

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Boschetari

Messaggioda nikita » 2 novembre 2016, 6:53

Non fatevi ingannare dal titolo che evoca famosi personaggi da romanzo d'appendice, in questo caso Alexandre Dumas non c'entra, parliamo di soggetti che di romantico non hanno un bel niente. Boschettari è una parola moldava che sta a indicare barbone, clochard in francese, homeless in inglese: persone senza casa, senza sostentamento che vivono per strada ai margini della società.
Nelle opulente città occidentali si vedono miglia di barboni che vagano per strada sopravvivendo chiedendo l'elemosina o con l'aiuto di organizzazioni umanitarie.
In Moldova, a Chisinau in particolare, di barboni, o meglio di boschetari, se ne vedono pochi. A pensarci bene è un paradosso visto che la Moldova è il paese più povero d'Europa e le condizioni economiche generali sono davvero critiche, per questo le strade dovrebbero essere piene di poveri sciagurati che mendicano un tozzo di pane. Ma non è così.
Girando per Chisinau, o in altre città moldave, è raro imbattersi in un mendicante, in giro se ne vedono davvero pochi, almeno non così numerosi come nelle città occidentali. Senza andare troppo lontano, a Roma ad esempio, se ne incontra uno ogni dieci passi. Le stazioni ferroviarie, i portici, i giardini pubblici, i parchi, le metropolitane del ricco occidente la sera si riempiono di poveracci coperti di cartoni che dormono all'addiaccio. Io non ho mai visto nessuno dormire per strada qui a Chisinau, se non in casi eccezionali. Forse qualche ubriaco sopraffatto dall'alcool!
La spiegazione sarebbe da ricercare, a mio avviso, nel fatto che in Moldova tutti hanno una casa, seppur modesta, dove ricoverarsi la notte, anche l'ultimo dei boschetari ha una dimora dove tornare. I boschetari moldavi hanno sicuramente problemi per sfamarsi, in molti casi le misere pensioni non bastano a pagare le bollette della luce e del riscaldamento, di conseguenza a risentirne è la spesa per gli alimenti.
La spesa per mangiare appunto, è il problema principale dei boschetari moldavi, non è raro vedere un gran numero di “boschetari-rovistatori” che cercano nei bidoni dell'immondizia qualche avanzo da mettere sotto i denti e riempire lo stomaco. In molti casi sono soggetti vestiti dignitosamente, puliti, dall'aspetto decoroso, anche molto giovani.
A questo proposito vorrei raccontare la storia di Andrei, nome di comodo.
Ogni mattina io a mia moglie andiamo a buttare il sacchetto dell'immondizia nello spazio apposito vicino casa, spesso troviamo gente di ogni età che rovista nella spazzatura. A volte capita che mia moglie porta avanzi della sera prima o della roba buona da mangiare avuta in regalo, cibo che noi non consumiamo abitualmente, come ad esempio i formaggi tipo “brinza” troppo salati per i miei gusti. Alcuni mesi fa incontravamo spesso la mattina un ometto magro con la barba folta dall'aspetto sofferente che si ingegnava con un gancio a recuperare le bottiglie di plastica da un grande contenitore di ferro. Bottiglie che Andrei portava a un punto di raccolta per avere in cambio dieci bani al pezzo. Mia moglie portava a volte qualcosa da mangiare a Andrei, lui ringraziava umilmente, si avvertiva in lui un dignitoso decoro. Con il tempo nacque una sorta di amicizia. Lui ci raccontò che lavorava in una fabbrica poi chiusa e si ritrovò così dall'oggi al domani senza lavoro. Ad aggravare la situazione scoprì proprio in quei giorni di soffrire di una grave malattia e quindi non adatto a lavori pesanti. I pochi soldi che riusciva a guadagnare con lavoretti saltuari andavano via per pagare le medicine. La magra pensione purtroppo non bastava per sopravvivere.
Non vedemmo Andrei per molti giorni, mia moglie decise allora di telefonare a casa sua, avevamo il suo numero di telefono. Rispose la moglie e venimmo a sapere che il povero Andrei era morto un mese prima.
Era morto Andrei, il barbone-boschetar moldavo, ma aveva una casa, una moglie e una famiglia. Non era certo un vagabondo, ma un cittadino sopraffatto dalle sventure e da colpe non sue. I colpevoli di queste tragedie, i veri boschetari, sono quelli che siedono su scranni prestigiosi e hanno ridotto il paese in queste condizioni.
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