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Messaggioda nikita » 30 maggio 2016, 5:49

Il Metropolita Vladimir proprio non ci sta! Da quattro anni si batte contro la legge antidiscriminatoria sulle minoranze sessuali approvata dal Parlamento moldavo. Tutto il clero ortodosso urla all'unisono: “E' una vergogna! I nostri avi si rivoltano nella tomba!” e via di questo passo. Sono state organizzate addirittura manifestazioni di protesta con le “barbe nere” in prima fila a scandire slogan contro gli omosessuali.
Quattro anni fa il Parlamento moldavo, sotto la spinta delle condizioni poste dall'UE, ha approvato obtorto collo e con molti mal di pancia la legge che concede agli omosessuali i diritti che prima non avevano. Inutile dire che la legge non è stata accolta di buon grado, le “resistenze” sono state tante e provenienti da più parti, non solo dal clero ortodosso.
Negli anni trenta, in piena epoca stalinista, in URSS iniziò un periodo di repressione generale contro gli omosessuali, nel 1934 l'omosessualità divenne un reato. Secondo l'articolo 121 del Codice Penale della vecchia URSS, l'omosessualità era punibile con la privazione della libertà per un periodo fino a 5 anni da scontare un un resort della Siberia. Nikolai Krylenko, ministro della giustizia dell'epoca, annunciò ufficialmente che...” l'omosessualità è il prodotto di decadenza delle classi sfruttatrici che non hanno niente da fare...”.
E' notorio che in Moldova tuttora ci sono non pochi nostalgici di quell'epoca i quali hanno qualche difficoltà ad accettare le regole imposte dai burocrati di Strasburgo, tanto è vero che la metà esatta della popolazione farebbe volentieri a meno della UE per rimanere sotto l'ala della santa madre Russia. I “galuboi”, così li chiamano i russi con un pizzico di eleganza, i “blu” in italiano, sono l'antitesi del vero maschio moldavo ex sovietico avvezzo alle bevute e a mangiare i cioccolatini Bucuria con tutta la stagnola! Però, a quanto mi risulta, i “galuboi” in Russia sono tollerati e addirittura conducono programmi in TV, ciò che in Moldova non è ancora possibile e non si intravede al momento nessun cambiamento al riguardo. Insomma i moldavi sono...più realisti del re!
Pare che in Moldova ci siano non meno di 80mila omosessuali anche se nessuno ne ha mai visto uno, forse si nascondono per non soccombere sotto gli strali del clero ortodosso. Il Metropolita Vladimir, tanto per non dare adito a fraintendimenti, si è fatto fotografare l'estate scorsa in costume da bagno languidamente sdraiato su una spiaggia del Mar Nero con accanto una gnocca bionda. Una foto che vale più di mille prediche e che illustra senza ombra di dubbio da che parte sta il Metropolita!
Quella dei “galuboi” se vogliamo è un aspetto marginale del travaglio psicologico che i moldavi di una certa età stanno vivendo da quando hanno deciso di chiedere l'adesione alla UE, sono troppi i cambiamenti che si profilano all'orizzonte e non tutti sono pronti. La virilità dei moldavi è messa in serio pericolo da una parte dello schieramento politico del paese che vede nell'UE l'ultima spiaggia per uscire dalla povertà e sottosviluppo preferendo il mondo licenzioso e decadente dei “galuboi” a quello maschio, da veri uomini, dei salari da fame. A parte qualche cialtrone che si riempie la bocca con la parola “european”, sono in molti nel paese delle dolci colline a vivere certe “dissolutezze” del mondo occidentale con un certo disagio, i decenni trascorsi sotto il giogo sovietico hanno influito non poco sul modo di pensare dei moldavi. Anche se loro non lo ammetteranno mai.
Il cielo sopra Chisinau al momento è scuro e minaccioso, si spera che presto qualche squarcio di “blu” si intraveda fra le nubi.
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