Benedette generalizzazioni!

Moderatore: Nikita

Benedette generalizzazioni!

Messaggioda nikita » 22 febbraio 2014, 7:07

Nei miei articoli e nei miei libri sulla Moldova esprimo opinioni personali, da osservatore e "opinionista" esprimo considerazioni su fatti reali della mia vita di relazione e su storie di cronaca. Le mie opinioni, appunto perchè personali, non devono necessariamente essere "verità assolute", sono solo osservazioni filtrate dal mio modo di pensare. Come ogni opinionista che fa satira di costume sono costretto a generalizzare, a privilegiare l'insieme piuttosto che il particolare. Gli usi e costumi di un popolo spesso non coincidono con gli usi e costumi di un soggetto singolo. Come si può fare satira di costume senza generalizzare? Direi che è ovvio e scontato. Se scrivo che ai moldavi piace bere e che l'alcolismo è una piaga sociale, non affermo, ovviamente, che TUTTI i moldavi sono bevitori incalliti. Così come gli italiani non sono tutti mafiosi perché in Italia c'è la mafia. Alcuni affermano anche che sono troppo tranchant nei giudizi e che dovrei essere più “morbido”. La satira, per sua natura, è irriverente, graffiante, dissacrante, altrimenti che satira sarebbe! Ma non per questo la satira è un insulto espresso con il sorriso sulle labbra come pensano in molti.
Spesso mi capita di discutere amabilmente con moldavi che hanno letto il mio ultimo libro, i pareri sono ovviamente discordi: c'è chi dice che ha apprezzato molto il mio libro e si riconosce nelle mie descrizioni e c'è chi invece afferma piccato che “generalizzo” e che "non tutti i moldavi sono così". Considerazioni ovvie direi! Non dovrei nemmeno chiarire questo punto, il concetto mi sembra talmente ovvio e scontato da non meritare nessuna ulteriore precisazione.
In verità alcuni amici moldavi non accettano una garbata satira di costume, sono refrattari all'autoironia, al ridere di se stessi, alla critica e si rifugiano in affermazioni difensive scontate. Sono gli ultra quarantenni, quelli formatisi culturalmente ai tempi dell'URSS, non abituati al confronto dialettico causa l'isolamento di quei tempi. Questi “nostalgici inconsapevoli” non gradiscono che uno straniero possa criticare o mettere in discussione i loro usi e costumi, per costoro lo straniero è ancora inteso come un “nemico”, in perfetto stile sovietico, sono inconsapevolmente condizionati dal lavaggio al cervello che hanno subito ai tempi dell'URSS quando a nessuno era concesso una pur minima critica allo stile di vita imposto dai “tovarisc”.
In fine, mi abbandonerò a una citazione sgradevole... “Me ne frego!”, seguiterò a scrivere quello che mi passa per la testa, con il mio stile, e se qualcuno non gradirà, spero non se la prenda, non s'è fatto apposta.
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