Al bazar a comprare il lardo

Moderatore: Nikita

Al bazar a comprare il lardo

Messaggioda nikita » 24 settembre 2014, 13:52

La parola “bazar” viene dal persiano “bazar”, mercato: luogo dove si vendono le merci più svariate. Il bazar di Chisinau non è molto diverso dai tanti mercati che si trovano nell’Europa dell’est: grande animazione e confusione, merci ammassate alla rinfusa, nell’aria il profumo di pesce affumicato e di “placinte”, le merci esposte sui banchi improvvisati, venditori che urlano. Mi piace quell’atmosfera di baraonda, caos, cagnara che si respira al bazar, ci andiamo con una certa regolarità.
Ieri siamo andati al bazar per comprare il lardo per mia suocera, il lardo non si trova dappertutto, bisogna andare per forza al bazar centrale. Cosa se ne fa del lardo mia suocera? Lo usa per insaporire le patate o altro cibo, lo mangia salato con l’aglio. Il lardo per i moldavi è una “delicatesse”, una tentazione irresistibile, una prelibatezza, come la Nutella in Italia. Il lardo salato con l’aglio è come una droga per i moldavi, alcuni se lo iniettano per endovena per assimilarlo meglio.
Il lardo in Italia lo compra solo chi si vuole suicidare, è un’arma proibita impropria, occorre il porto d’armi per comprarlo, se qualcuno per sbaglio lo porta in casa deve fare una denuncia in Questura. I dietologi italiani quando sentono la parola “lardo” svengono in preda alle convulsioni.
Appena entrati dalla porta su Str. Armeneasca siamo stati presi dal flusso incessante di compratori, a stento riuscivo a mantenere il contatto con la mia signora. Prima di entrare ho messo il portafogli al sicuro in una tasca interna del giubbotto, precauzione obbligatoria nei luoghi troppo affollati. Un paio di signore dall’aria sinistra mi propongono con discrezione…”Otrava! Otrava!” (Veleno! Veleno), la prima volta che sono andato al bazar anni addietro pensai che queste signore incitavano a commettere crimini, mi ricordo che io, per un momento, solo per un momento, pensai a tutti a quelli che mi rompevano le balle. Poi mi hanno spiegato che il veleno era per i topi. 23092014
Attraversiamo tutto il bazar e arriviamo finalmente alla nostra meta: il reparto carni. L’aria che si respira in questo reparto è pesante, si sente nell’aria l’odore dolciastro della carne, solo pochi venditori hanno il frigorifero, tutti gli altri espongono la ciccia su banchi di legno. I macellai in questo reparto sono quasi tutte donne, anche se svolgono un lavoro rude, non rinunciano affatto alla loro femminilità, sono tutte imbellettate ed eleganti nei loro grembiulini colorati e le cuffiette bianche. Le macellaie, oddio… mi dispiace chiamarle in questo modo, ma al momento non mi vengono sinonimi, maneggiano con rara maestria coltelli affilatissimi, hanno tutte un aspetto florido, opulento, merito delle proteine della carne che evidentemente consumano in gran quantità.
Dopo un giro di ricognizione, mia moglie adocchia il pezzo di lardo che fa per lei. Ne taglia una fettina, l’odora, la sfrega fra le dita, il grasso sgorga copioso, assapora soddisfatta la bontà di quel liquido incolore ciucciandosi le dita. Mi fa un cenno di approvazione con il capo. Mi invita ad assaggiare, io rifiuto.
Ci avviamo con due borse piene di roba verso l’uscita, meno male che volevamo comprare solo il lardo! Succede sempre così quando si fa la spesa al bazar. Le tentazioni sono troppe, si finisce per comprare roba che hai già in frigorifero.
Fra qualche giorno sarà festa grande a casa di mia suocera, lei e sua figlia, cioè mia moglie, mangeranno il lardo con l’aglio fino a raggiungere l’estasi.
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